Le Camere Penali denunciano condizioni di carceri come discarica sociale, la rieducazione chiama in causa la sicurezza
Le Camere Penali denunciano condizioni di carceri come discarica sociale, la rieducazione è chiave per ridurre recidive.

Le Camere Penali denunciano una situazione di emergenza nel sistema carcerario
Il presidente della Camera Penale di Milano, Federico Papa, ha espresso un allarme concreto dopo una visita al carcere di Opera, accompagnato dai rappresentanti dell’Ordine degli avvocati. Le condizioni delle carceri, secondo Papa, sono diventate una discarica sociale, con detenuti privi di ogni dignità. Mancano beni essenziali come sapone e indumenti intimi, e il caldo torrido peggiora le condizioni di vita. “Ci deve fare riflettere: il carcere oramai è considerato una discarica sociale”, ha sottolineato Papa, che ha visto con i propri occhi la mancanza di base per la salute e la dignità dei detenuti. La mancanza di beni essenziali e la sovraffollazione sono un problema grave.
La rieducazione come strumento per ridurre le recidive
Papa ha sottolineato che la rieducazione è un elemento chiave per limitare le recidive e migliorare la sicurezza. “Il nostro obiettivo è incrementare il tasso di occupazione, ma abbiamo difficoltà”, ha spiegato, riferendosi al problema di trovare lavoro per i detenuti. A Bollate, un istituto modello, il focus è sul “trattamento intensificato” con un’area industriale dove aziende private assumono detenuti. Attualmente sono ospitate 1600 persone, con un incremento di 300 donne nell’ultimo anno, tra cui una con un neonato. La rieducazione è un passo fondamentale per il reinserimento sociale.
Durante l’iniziativa “Aria d’Umanità”, organizzata dall’Ordine degli Avvocati milanese, sono stati donati 350 ventilatori, 250 kit per l’igiene personale, 100 pantaloncini, 100 t-shirt e 150 indumenti di biancheria intima. A Bollate, i detenuti hanno ricevuto anche pannolini, salviettine, forbicine, creme e biberon per i bambini del nido. A San Vittore, la vice direttrice Antonella Murolo ha spiegato che dei 150 kit regalati, 13 sono stati distribuiti ai “nuovi giunti”, diventando “importanti per il recupero della loro dignità personale”. I ventilatori, non distrutti, hanno migliorato la vivibilità e portato a un aumento di adesioni alle iniziative di reinserimento.
A Bollate, istituto modello, dove le celle servono davvero solo per il pernottamento, e il punto di forza è il “trattamento intensificato” con un’area industriale dove aziende private assumono detenuti, attualmente sono ospitate 1600 persone, con un incremento di 300 donne nell’ultimo anno. “Fondamentali sono diventati i ventilatori e i kit per l’igiene personale donati”, ha aggiunto Papa, che ha visto come questi strumenti migliorino la vivibilità e i rapporti tra i ragazzi. La distribuzione di beni essenziali ha un impatto positivo sul reinserimento.
L’iniziativa ha visto la partecipazione anche dei dirigenti dell’amministrazione penitenziaria, tra cui la provveditrice per la Lombardia Maria Milano e il direttore di Bollate, Giorgio Leggieri. “Un gesto per ricordare che anche tra le mura di un carcere il diritto all’aria, alla salute e alla dignità restano diritti fondamentali”, ha detto Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati. La campagna, alla seconda edizione, ha visto l’adesione della Camera Minorile, della Camera Penale e di ITD Onlus, con il supporto di privati cittadini. Il presidente Papa ha raccontato che ad Opera, al quarto piano, per una settimana sono mancate l’acqua e la luce, problema che è stato risolto. “Potete immaginare, però, cosa abbia significato”, ha concluso, sottolineando l’importanza di un sistema che non abbandoni i detenuti.
