Briantea84, la squadra che abbattà le barriere: a basket in carrozzina si gioca anche chi cammina
Briantea84, la squadra brianzola che abbattà le barriere con il basket in carrozzina, vince 12 scudetti e accoglie 160 atleti.

Un mondo diverso, un sport per tutti
Briantea84, la squadra brianzola che ha reso possibile il basket in carrozzina, si distingue per l’inclusione e la passione per lo sport. Nata dall’amore e dalla «lucida follia» di un padre, la società di Cantù ha trasformato la disabilità in un binomio vincente. Con dodici scudetti, 160 atleti e due campi estivi sold out, Briantea84 ha dimostrato che lo sport non conosce limiti. La squadra, che vanta un’alta professionalità e un forte impegno sociale, ha reso possibile a chiunque, anche a chi cammina, di giocare in carrozzina.
La squadra non si limita al basket in carrozzina, ma offre anche discipline come il basket in piedi, l’atletica, il calcio e il nuoto. Queste attività sono rivolte a atleti con disabilità intellettiva o relazionale, permettendo a tutti di partecipare e sentirsi parte di una comunità unica. Il progetto «Be Inspired» ha l’obiettivo di creare una cultura del rispetto e dell’inclusione a partire dai più giovani, attraverso la testimonianza degli atleti e la sperimentazione degli sport.
Un’esperienza unica, per tutti
La squadra, guidata dal presidente Gianantonio Tomaselli, ha accolto atleti da Brescia, Piemonte e altre regioni, alcuni accompagnati dai genitori, altri da soli. «Arrivano chi da Brescia, chi dal Piemonte, alcuni accompagnati dai genitori, altri da soli, in auto o in treno: segno della grande passione, del coraggio e dell’incredibile voglia di scendere in campo», ha spiegato Tomaselli. Il clima durante gli allenamenti è descritto come «idilliaco», grazie all’alta professionalità delle équipe e alle capacità dei coordinatori Elena Colombo e Carlo Orsi. I ragazzi si divertono, migliorano e si sentono parte di una comunità unica.
La squadra ha organizzato campi estivi a Livigno, dove atleti di diverse disabilità si allenano in un ambiente di alta professionalità e accoglienza. Questi campi, che si svolgono in una prestigiosa struttura ricettiva, permettono a bambini, ragazzi e adulti di vivere un’esperienza sportiva intensa e inclusiva. I partecipanti, accompagnati da educatori, volontari e allenatori, diventano sempre più autonomi, giorno dopo giorno, grazie al supporto e all’attenzione di tutti.
La sfida di Briantea84 è non dire mai no a nessuno. «E ci piace vincerle», ha detto Tomaselli, riferendosi ai campionati vinti. La squadra ha ricevuto più richieste di quante potesse accogliere, dimostrando l’interesse crescente per lo sport inclusivo. I costi delle trasferte e le palestre da affittare rappresentano un problema, ma la volontà di accogliere tutti è forte. «Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero», ha sottolineato Tomaselli, ricordando che la squadra è nata da un’idea di un padre che ha voluto creare un mondo diverso. La sua eredità vive oggi in Briantea84, che continua a fare sport e a fare inclusione.
