La battaglia contro l’erosione, la strategia regionale: ripascimenti e interventi mirati
La Regione presenta un piano per contrastare l’erosione costiera, con ripascimenti e interventi mirati lungo la costa apuana.

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La costa apuana, un fronte che non sta mai fermo, vive un’escalation di sfide legate all’erosione. Dalla foce del Magra alla Versilia, la linea di riva si sposta, si spezza e si ricompone, segnando una complessità che la Regione cerca di mettere in ordine con un nuovo Masterplan. L’obiettivo è restituire una strategia unitaria al litorale, dopo decenni di interventi frammentati. L’ultimo piano prevede ripascimenti mirati, dragaggi compensativi e un’ottimizzazione delle strutture esistenti, con l’obiettivo di stabilizzare una costa in continua evoluzione.
Interventi mirati per contrastare l’erosione
Il Masterplan, presentato dalla Regione, si basa su un piano a tre fasi per la costa, con interventi che vanno dal ripascimento delle spiagge all’ottimizzazione delle strutture portuali. Tra i progetti già completati, si segnala l’ottimizzazione delle strutture alla foce del Magliano e l’adeguamento della foce del Frigido. Il ripascimento arenile, con 150.000 metri cubi di sedimenti marini, ha visto l’utilizzo di una miscela calibrata di sabbia (25%), ghiaia (50%) e materiale da cava (25%). L’obiettivo è ripristinare la linea di riva, riducendo i danni causati dall’erosione.
Le opere portuali hanno modificato la circolazione dei sedimenti, favorendo accumuli a nord e sottraendo materiale ai tratti più esposti. La costruzione del porto ha condizionato l’evoluzione della linea di riva, con accumuli di sedimenti soprattutto alla diga foranea. Questo ha portato a un’alterazione della naturale dinamica costiera, con arretramenti significativi in alcuni tratti e avanzamenti marcati in altri. Il Masterplan cerca di invertire questa tendenza con interventi di scala maggiore, come il dragaggio e il versamento di 30.000 metri cubi sottoflutto al porto di Viareggio.
Un litorale in evoluzione e i vincoli non risolti
La profondità media della costa è inferiore a 40 metri, esponendola agli effetti del moto ondoso. I vincoli Sir, ex Sin, nonostante la procedura sia stata avviata, continuano a rappresentare un ostacolo per un intervento più ampio. Il Masterplan prevede anche un’analisi morfodinamica per valutare la possibilità di riutilizzare le sabbie accumulate presso la diga di sopraflutto. L’obiettivo è creare un equilibrio tra protezione e sostenibilità, con interventi che non compromettano la naturale evoluzione del litorale. La battaglia contro l’erosione richiede una strategia lungimirante, con interventi che vanno dal ripascimento delle spiagge al dragaggio compensativo. La Regione, con il suo Masterplan, cerca di dare una direzione chiara a un litorale in continua trasformazione, ma il lavoro non è facile. Tra sfide ambientali, vincoli legali e la necessità di un coordinamento tra settori, il futuro della costa apuana dipende da una gestione concreta e sostenibile.
La Regione ha già completato alcuni interventi chiave, come l’ottimizzazione delle strutture alla foce del Magliano.
Il piano prevede un ripascimento mirato con 150.000 metri cubi di sedimenti marini, una miscela calibrata di sabbia, ghiaia e materiale da cava.
