La badante di condominio: un modello di welfare per combattere la solitudine degli anziani

A Torino, un modello di welfare di prossimità si propone come risposta alla solitudine degli anziani attraverso la figura della badante di condominio.

La solitudine degli anziani cresce in modo esponenziale, e con essa aumenta la necessità di nuove forme di supporto. A Torino, un’esperienza sperimentale sta cercando di rispondere a questa sfida con un modello di welfare di prossimità: la badante di condominio. Questa figura professionale, nata come risposta a un problema sociale crescente, non sostituisce né la famiglia né i servizi sociali, ma crea un collegamento tra la persona, la sua rete di relazioni e il contesto territoriale. Il progetto, attivo da un anno nella Circoscrizione 1, si basa su un concetto chiave: il welfare non è una questione privata, ma un problema sociale che richiede una collaborazione tra comunità e servizi.

Un modello di welfare di prossimità

La badante di condominio è una figura professionale che opera all’interno di un contesto abitativo, diventando un punto di riferimento per più persone dello stesso quartiere. L’organizzazione del servizio è costruita a partire dai bisogni concreti degli abitanti, con un’attenzione particolare alle fragilità che spesso non si presentano come emergenze. «La fragilità spesso non si presenta come una grande emergenza. Comincia con piccole cose: una persona che smette di uscire, una commissione che diventa difficile, una telefonata che preoccupa, una casa che diventa sempre più silenziosa», spiega Valeria Gagliano, responsabile del Centro di Torino Abs – Assistenza alla Famiglia e procuratrice d’aiuto.

Il progetto si basa su una collaborazione tra la Circoscrizione 1, la cooperativa Abs e le famiglie. Le badanti suddividono le ore di lavoro tra più famiglie o persone anziane nello stesso palazzo, riducendo i costi individuali. «Il servizio non viene semplicemente “portato” all’interno di un condominio: viene costruito in collaborazione con chi già opera quotidianamente a contatto con quelle realtà», afferma Gagliano. Questo approccio permette di agganciare le fragilità e accompagnarle gradualmente verso i servizi e le opportunità disponibili, senza creare una dipendenza.

Un ponte tra comunità e servizi

Un esempio concreto è la storia di un signore che viveva solo e aveva smesso di uscire. Con l’aiuto della badante, ha ripreso a frequentare la biblioteca e ha ritrovato una passione che faceva parte della sua vita. Un altro caso riguarda una signora che aveva ricevuto telefonate sospette: il rapporto quotidiano con l’assistente di condominio ha permesso di riconoscere i segnali di una possibile truffa. La presenza nel tempo permette di costruire una relazione, conoscere le persone, comprenderne le abitudini e accorgersi anche di piccoli cambiamenti o bisogni che spesso non vengono espressi spontaneamente.

Questo modello di welfare di prossimità non si limita a fornire servizi, ma cerca di costruire una rete di supporto attorno agli anziani fragili. «La circoscrizione non si limita a finanziare un servizio ma vuole costruire una rete di prossimità attorno agli anziani fragili», spiega Chantal Balbo Di Vinadio, coordinatrice delle Politiche sociali della Circoscrizione 1. L’investimento, che si aggira attorno ai 7mila euro, è visto come un passo importante per la prevenzione e la riduzione della solitudine in un quartiere in cui l’età media è piuttosto alta.

  • La badante di condominio è una figura professionale che opera all’interno di un contesto abitativo.
  • Il servizio è costruito in collaborazione con chi già opera quotidianamente a contatto con quelle realtà.
  • Il modello di welfare di prossimità non sostituisce né la famiglia né i servizi sociali, ma crea un collegamento tra la persona, la famiglia e la rete territoriale.