Anwar Ibrahim e la politica estera della Malesia nel Medio Oriente

Anwar Ibrahim, premier malese, prende posizione netta su Gaza e Iran, mantenendo equidistanza tra grandi potenze.

Anwar Ibrahim, premier malese, interviene a una manifestazione a sostegno della popolazione di Gaza, agosto 2025
Anwar Ibrahim, premier malese, interviene a una manifestazione a sostegno della popolazione di Gaza, agosto 2025

Il primo ministro malese Anwar Ibrahim ha espresso una posizione chiara e netta su diversi temi di crisi nel Medio Oriente, in particolare sulla situazione in Gaza e sul conflitto tra Stati Uniti e Iran. La sua politica estera, caratterizzata da un approccio indipendente e proattivo, ha visto la Malesia prendere posizioni contrastanti rispetto a quelle di molti alleati occidentali, mantenendo un equilibrio strategico tra le grandi potenze. La sua azione si colloca all’interno di un contesto internazionale complesso, in cui la politica estera malese non può prescindere da considerazioni interne, che influiscono sul consenso del governo.

Posizione forte su Gaza e condanna del genocidio israeliano

Anwar Ibrahim ha espresso una posizione dura in merito alla crisi in Gaza, condannando le azioni di Israele come “genocidio” e definendo gli attacchi di Hamas come una forma di resistenza legittima. Ha sottolineato che gli eventi del 7 ottobre 2023 non possono essere valutati isolatamente, ma devono essere considerati nel contesto di un’occupazione israeliana “brutale e illegale” che ha durato decenni. Il governo malese ha rifiutato di condannare Hamas, sostenendo che il gruppo sia stato eletto democraticamente da parte della popolazione di Gaza.

La Malesia ha chiesto alle organizzazioni internazionali di imporre misure punitive contro Israele e di interrompere ogni contatto diplomatico con il Paese, non riconosciuto formalmente dalla Malesia.

Il premier ha anche criticato l’ipocrisia degli Stati Uniti e dell’Europa, accusandoli di “doppi standard” nell’applicazione del diritto internazionale. Ha definito l’Occidente “complice” dei crimini israeliani e ha sottolineato il contrasto tra la rapida condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e il sostegno continuo a Israele. Queste posizioni hanno reso la Malesia un interlocutore rilevante nel dibattito internazionale, pur mantenendo un atteggiamento di equidistanza.

La posizione sulla guerra tra Stati Uniti e Iran

Anwar Ibrahim ha espresso una posizione chiara anche riguardo al conflitto tra Washington e Teheran, condannando con veemenza l’intervento militare statunitense e israeliano in Iran. Ha ribadito che l’uso della forza non può risolvere le controversie e ha sottolineato l’importanza di un dialogo costruttivo. La Malesia ha riconosciuto il diritto dell’Iran a difendere la sua sovranità e integrità territoriale, chiedendo di porre fine a qualsiasi intervento militare e alle sanzioni economiche unilaterali.

Il governo malese ha accolto con soddisfazione il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, riaffermando l’importanza di raggiungere un accordo di pace definitivo.

Il governo malese ha mantenuto contatti regolari con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e con altri leader regionali, cercando di svolgere un ruolo di mediazione. Anwar ha anche ottenuto un permesso di passaggio nello Stretto di Hormuz per le navi malesi, contribuendo a mitigare gli effetti della crisi economica. Queste azioni riflettono una politica estera che cerca di equilibrare gli interessi nazionali con una posizione di interlocutore globale.