Antonio Ciontoli accusa giornalisti: “Avete condannato degli innocenti”
Antonio Ciontoli, padre del capofamiglia condannato per omicidio, accusa i giornalisti di aver contribuito alla condanna di innocenti.

Antonio Ciontoli, padre del capofamiglia condannato per omicidio, ha espresso, nell’ultimo sfogo prima di entrare in carcere, accuse pesanti contro i giornalisti, accusandoli di aver contribuito alla condanna di innocenti. Da lunedì, padre e figlio sono nel carcere di Regina Coeli, in due celle separate, mentre Martina e la madre sono a Rebibbia. L’ultimo sfogo, mandato in onda durante la puntata di ieri del programma Quarto Grado, ha visto Ciontoli attaccare la stampa, sostenendo che i giornalisti avrebbero manipolato le intercettazioni e contribuito a una sentenza ingiusta.
Le accuse di Ciontoli contro i giornalisti sono state rivolte direttamente al cronista del settimanale Giallo, Gian Pietro Fiore, che ha ritenuto di aver scritto falsità. Ciontoli ha sostenuto che Marco Vannini, il fidanzato della figlia Martina, non aveva mai chiesto aiuto, e che le registrazioni delle chiamate al 118, in onda centinaia di volte da trasmissioni televisive, dimostrerebbero il contrario. “Voi avete scritto falsità”, ha detto, accusando i giornalisti di aver contribuito a una condanna ingiusta.
La difesa legale e la sentenza
L’avvocato Pietro Messina, che difende la famiglia Ciontoli, ha definito la sentenza “eccessivamente punitiva”, soprattutto nei confronti dei figli e della moglie Maria Pezzillo, una donna che non ha mai calcato i pavimenti dei tribunali. La sentenza di Corte d’Appello bis ha confermato la condanna del capofamiglia a 14 anni di reclusione, mentre i figli e la moglie sono stati condannati a nove anni e quattro mesi. Messina ha espresso speranza che la famiglia regga l’urto della carcerazione e ha annunciato che il team difensivo tenterà di presentare il caso alla Corte europea.
La famiglia Ciontoli ha sottolineato che non è stato loro consegnato un biglietto messo nella cassetta postale, al di là delle formalità. La sentenza ha privato la corte e i genitori della verità, secondo quanto affermato in studio da Valerio, che ha sottolineato che la verità non la sapremo mai, poiché l’unica che la poteva dire era Marco Vannini.
La posizione di Nuzzi e la trasmissione
Gianluigi Nuzzi, in studio, ha sottolineato che i giudici decidono in base agli atti del processo e non ai programmi tv. La trasmissione ha chiesto ai Ciontoli un’intervista per tanti anni, sempre negata. L’avrebbero voluta concedere a ridosso della sentenza di Cassazione, ma i Ciontoli hanno ritenuto il gesto poco elegante e forse interessato. Nuzzi ha anche sottolineato che la responsabilità in quella casa ce l’hanno tutti quanti, perché c’erano loro, non c’eravamo noi, né c’erano politici.
La famiglia Ciontoli ha sottolineato che, nonostante sei anni di tempo, non è stato loro consegnato un biglietto messo nella cassetta postale, al di là delle formalità. La sentenza ha privato la corte e i genitori della verità, secondo quanto affermato in studio da Valerio, che ha sottolineato che la verità non la sapremo mai, poiché l’unica che la poteva dire era Marco Vannini.
