Andrea Sempio, 46 giorni decisivi per l’inchiesta su omicidio Chiara Poggi
Indagini su omicidio Chiara Poggi: 46 giorni per chiarire il ruolo di Andrea Sempio

Il 28 settembre scadrà il termine per la chiusura delle indagini preliminari sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. La Procura di Pavia procede a ritmo serrato, con ulteriori consulenze e perizie per consolidare la tesi secondo cui l’assassino non è stato Alberto Stasi, ma l’amico del fratello della vittima, Andrea Sempio. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i dettagli del delitto, con particolare attenzione al percorso fuggitivo dell’indagato, che sarebbe partito da via Pascoli in direzione di via Canova, dove abitava la nonna.
Indagini rinviate per le difensive legali
Le indagini sono state rinviate dopo le difensive dei legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che hanno sollevato dubbi sulle prove esistenti. Per questo motivo, l’aggiunto Stefano Civardi e le pm Valentina De Stefano e Giulia Rizza hanno avviato quattro nuove perizie, tra cui l’analisi della suola a pallini trovata sulla scena del crimine. Si tratta di una traccia già nota, ma ora verrà verificata per capire se appartenga effettivamente a una scarpa Frau numero 42, compatibile con il numero di piede di Sempio.
Le analisi del dna potrebbero rivelare nuovi elementi.
Inoltre, è stato richiesto un ulteriore esame del dna rilevato sui margini ungueali della vittima, che si ritiene appartenga alla linea paterna della famiglia Sempio. Il genetista forense Carlo Previderè è stato incaricato di effettuare ulteriori analisi sul materiale biologico, mentre Sempio dovrà sottoporsi a una consulenza psichiatrica presso il professor Roberto Catanesi.
La difesa sottolinea l’innocenza dell’indagato
Gli avvocati dei difensori sottolineano che il quadro a carico dell’indagato è ancora indiziario e non in grado di scardinare la sentenza definitiva della Cassazione, che ha condannato Stasi. «Le indagini che parevano dovessero considerarsi chiuse, invece si sono sorprendentmente rivelate incomplete», ha spiegato Cataliotti. «Siamo del tutto tranquilli circa le prove in atti già visibili, rimaniamo in vigile attesa di quelle di nuovo conio, consapevoli che l’innocenza del nostro assistito ci consentirà di fronteggiarle altrettanto agevolmente rispetto a quanto avvenuto per le prime».
La difesa non teme le nuove prove.
Intanto, mentre il tempo torna al 13 agosto 2007, il ricordo di Chiara Poggi è al centro delle riflessioni. «Il primo pensiero non può che andare a lei e ai suoi familiari», ha detto Cataliotti. L’inchiesta, che si svolge in un contesto di tensione e attenzione, si avvia verso una decisione cruciale: il 28 settembre potrebbe segnare un passo decisivo per il futuro di Sempio, con la possibilità di un rinvio a giudizio e una revisione del processo da parte dei legali di Stasi. La Procura di Pavia, però, non ha ancora dato segno di intenzioni, e la corsa contro il tempo continua.
