Álvaro Morte: “Lorca è un mistero che non si può mai risolvere”
Álvaro Morte parla di Federico García Lorca e del documentario “La voz quebrada”.
Álvaro Morte, attore spagnolo noto per il suo ruolo in “La bola negra”, ha parlato di Federico García Lorca, uno dei più grandi poeti e scrittori della letteratura spagnola. “Además de dónde está su cuerpo, uno de los grandes misterios es saber cómo era su voz, que no está grabada”, ha detto, sottolineando l’importanza del silenzio che circonda la figura del poeta. Morte ha espresso il suo profondo rispetto per Lorca, non solo come figura letteraria, ma come uomo vissuto in un contesto storico complesso, con un’identità sessuale che lo ha reso vittima di repressione e violenza.
Un silenzio che non si è mai interrotto
Il documentario “La voz quebrada”, diretto da Manuel Menchón, ricostruisce la vita di Federico García Lorca e il suo ultimo amore, Juan Ramírez de Lucas, attraverso materiali, ricordi e documenti conservati per anni. Morte ha espresso il suo impegno nel dare voce a un uomo la cui voce non è mai stata registrata. “Había mucho vértigo”, ha detto, spiegando come l’assenza della voce reale di Lorca abbia permesso una certa libertà creativa. Il documentario, presentato al Festival di San Sebastián, arriverà nei cinema il 16 ottobre, portando alla luce una storia che ha sempre avuto un’importanza profonda, ma che è rimasta in gran parte nascosta.
Un amore che non si è mai spento
Álvaro Morte ha rivelato di aver scoperto una storia d’amore tra Lorca e Juan Ramírez de Lucas, un aspetto che lo ha profondamente colpito. “Yo siempre pensé que el gran amor de Lorca era Rapún”, ha detto, ma ha riconosciuto che non si può parlare di “el gran amor” in modo univoco. Quando te enamoras tienes que estar a tope, si no, ¿para qué? ha sottolineato, evidenziando l’intensità delle relazioni del poeta. Il documentario ha reso visibile un silenzio che ha accompagnato la vita di Lorca, un silenzio che riflette la società spagnola, con le sue repressioni e le sue violenze, soprattutto nei confronti degli omosessuali.
Il documentario ha anche mostrato immagini di campi di concentramento e di una repressione che ha cercato di silenziare la voce di Lorca. Toda esa parte me ha parecido verdaderamente abrumadora, ha detto Morte, parlando dell’impatto emotivo delle immagini. La figura di Lorca, pur essendo un simbolo universale, è rimasta per molto tempo un’ombra nella cultura spagnola, un’ombra che non si è mai osato illuminare. “Yo creo que aquí, en España, esta frase de que nadie es profeta en su tierra es una lacra de la que deberíamos empezar a liberarnos”, ha detto, sottolineando l’importanza di riconoscere il valore di un uomo che ha dato tanto alla letteratura e alla cultura.
Il documentario “La voz quebrada” non solo riconosce il valore di Lorca, ma lo presenta come un uomo vissuto, vulnerabile e pieno di passione. “Es tan profundo que pienso: ¿qué hubiera pasado si hubiera vivido 40 años más y no le hubieran asesinado vilmente con 38 años en una cuneta entre Víznar y Alfacar?” ha detto Morte, riflettendo su come la morte di Lorca abbia interrotto una vita che poteva ancora dare molto. La figura di Lorca, con la sua poesia e la sua capacità di esprimere emozioni attraverso la metafora, rimane un simbolo universale, un simbolo che va oltre le frontiere e le politiche.
Il documentario ha anche messo in luce l’importanza di Granada nella vita di Lorca, un luogo che ha dato origine a molte delle sue opere e che ha anche portato alla sua morte. “Granada es necesaria para Federico en muchos ámbiti”, ha detto Morte, ricordando come la città abbia avuto un ruolo cruciale nella sua vita. La figura di Lorca, pur essendo un simbolo di resistenza e di libertà, è rimasta per molto tempo un’ombra, un’ombra che non si è mai osato illuminare. Ma oggi, grazie a documentari come “La voz quebrada”, la sua voce si fa sentire di nuovo, e il suo silenzio si trasforma in una voce che parla ancora.
