Aldo Zanetti, il modenese che ha vinto l’Apod con la M83

Aldo Zanetti, astrofotografo modenese, ha vinto l’Apod con l’immagine della galassia M83.

Astrofotografo modenese Aldo Zanetti mostra l'immagine della galassia M83 scelta come Apod
Astrofotografo modenese Aldo Zanetti mostra l’immagine della galassia M83 scelta come Apod

Un astrofotografo modenese vince l’Apod con la M83

Il modenese Aldo Zanetti, classe 1956, referente della sezione dedicata all’astrofotografia dell’Unione astrofili italiani, ha vinto l’immagine della galassia a spirale M83 scelta oggi dal sito Astronomy Picture of the Day (Apod) della Nasa. L’immagine, frutto di anni di lavoro e di una passione per l’astronomia, è il risultato di una combinazione di scatti effettuati in diversi luoghi, da Modena al deserto di Atacama in Cile. La M83, detta anche la Girandola del Sud, è un oggetto del deep sky che ha affascinato Zanetti fin da ragazzo. Dopo aver frequentato il corso di laurea in astronomia a Bologna, dove ha sviluppato una tesi di calcolo sulla creazione dei diagrammi Hertzprung-Russel, ha abbandonato la professione per dedicarsi all’informatica. Solo dopo la pensione ha ripreso la passione per l’astrofotografia, utilizzando strumenti sempre più avanzati.

Un’emozione fortissima per chi ama le stelle

«Questa domanda andrebbe fatta a Jerry Bonnell, che l’ha scelta», ha detto Zanetti, riferendosi al curatore dell’Apod. L’immagine, che rappresenta un classico dell’astrofotografia, è stata selezionata per la sua bellezza intrinseca e per il fatto che provenga da un amatore. «La combinazione di immagini provenienti da strumenti molto diversi ha contribuito a rendere l’immagine ricca di particolari e allo stesso tempo naturale nei colori», ha spiegato.

La M83 è una bellissima galassia ed è molto fotogenica, ma rappresenta una sfida per gli astrofotografi italiani. Data la sua posizione nella costellazione dell’Idra, è bassa sull’orizzonte e le riprese vanno fatte in giugno, sfruttando ogni istante di buio nelle notti corte del mese. Da Modena non raggiunge i 15° di elevazione sull’orizzonte e le riprese vanno fatte in giugno, sfruttando ogni istante di buio nelle notti corte del mese.

L’immagine, come molte che si elaborano nell’ambito degli oggetti di cielo profondo, è il frutto dell’integrazione di molti scatti singoli. Con gli odierni software di elaborazione delle immagini astronomiche è possibile combinare fra loro anche singoli frame provenienti da strumenti diversi, ed è esattamente quello che è accaduto per quest’immagine. La prima serie di acquisizione risale al 2023, con un telescopio Schmidt-Cassegrain da 9.25″ e una camera astronomica Aps-C a colori dalla periferia di Modena, a cui sono seguiti nel 2025 altri scatti questa volta con un Ritchey-Cretien 12″ e una camera astronomica sempre Aps-C, ma monocromatica con filtri Lrgb e Hα dall’astrocampo di Manciano, e infine ha aggiunto una serie di frame scattati in remoto con un Ritchey-Cretien da 1 metro dal deserto di Atacama, in Cile, con un Ccd Fli 16803 e filtri Rgb Ha Oiii.

L’Unione astrofotografia, di cui Zanetti è referente, ha organizzato diverse serate online per promuovere l’astrofotografia. «Abbiamo scelto di fare le serate dal vivo per rendere l’esperienza diretta, con una parte importante del tempo dedicato alle domande e all’interazione fra gli astrofili e gli esperti Uai che gestivano le sessioni», ha spiegato. Queste iniziative hanno visto la partecipazione di oltre 650 persone, con punte di 300 collegati contemporanei.

La M83, con la sua bellezza e la sua sfida per gli astrofotografi italiani, rappresenta un simbolo per chi ama l’astronomia. Zanetti, con la sua passione e la sua tecnica, ha dimostrato che anche con strumenti non professionali si possono ottenere immagini di grande qualità. L’immagine scelta come Apod è un riconoscimento non solo per lui, ma per tutta la comunità degli astrofotografi che, con impegno e dedizione, continuano a esplorare il cielo.