Aereo in Perù con vittime italiane: il manager di Deloitte Paolo Gianturco e la sua famiglia

Aereo in Perù con vittime italiane: il manager di Deloitte Paolo Gianturco e la sua famiglia

Aereo precipita in Perù, vittime tra italiani e turisti, famiglia di Deloitte tra le vittime
Aereo precipita in Perù, vittime tra italiani e turisti, famiglia di Deloitte tra le vittime

Un viaggio in Perù, la tragedia improvvisa

Un Cessna della compagnia Aerodiana, partito dall’aeroporto di Pisco con undici turisti stranieri e due membri dell’equipaggio, ha segnalato un’emergenza prima di perdere ogni contatto con la torre di controllo. L’incidente, avvenuto il 2 agosto 2026, ha causato la morte di sette italiani, tra cui Paolo Gianturco, manager di Deloitte, e la sua famiglia. Tra le vittime figurano la moglie Cristina Maria Bianco, i figli Matteo e Pietro, e gli amici Massimo Angelucci, Elena Sala e il loro figlio Lorenzo.

Le vittime: un’intera famiglia e amici di Seregno

La famiglia Gianturco, originaria di Monza, era in viaggio con la moglie, imprenditrice nel settore della selezione del personale, e i due figli, Matteo e Pietro. Con loro c’erano gli amici di Seregno, Massimo Angelucci e Elena Sala, entrambi di 58 anni, e il loro figlio Lorenzo, 24 anni. L’equipaggio, composto da due membri, ha segnalato un’emergenza intorno alle 13, prima della perdita dei contatti radio. Le autorità peruviane stanno indagando sulle cause dello schianto, che potrebbero essere legate a condizioni meteorologiche avverse.

Le condizioni meteorologiche avverse potrebbero aver contribuito al disastro.
Un filmato diffuso sui social mostra il velivolo perdere alcuni pezzi prima di precipitare, ma le cause dello schianto non sono ancora accertate. L’inchiesta dovrà stabilire la dinamica e le responsabilità. La tragedia ha colpito non solo le famiglie coinvolte, ma anche la comunità locale e il mondo del lavoro. La famiglia Gianturco, con Paolo, 59 anni, e la moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, era in viaggio per scoprire le Linee di Nazca. I due figli, Matteo e Pietro, avevano 24 e 18 anni. Con loro c’erano gli amici di Seregno, Massimo Angelucci e Elena Sala, entrambi di 58 anni, e il loro figlio Lorenzo, 24 anni. L’equipaggio, composto da due membri, ha segnalato un’emergenza intorno alle 13, prima della perdita dei contatti radio.

Un manager di Deloitte con una carriera di trent’anni.
Paolo Gianturco aveva maturato circa trent’anni di esperienza nella consulenza direzionale e strategica per le istituzioni finanziarie. Ricopriva ruoli di rilievo come Financial Services Industry e FS Tech Leader di Deloitte Central Mediterranean. Fabio Pompei, amministratore delegato della società, lo ha ricordato come un grande innovatore, capace di accompagnare e ispirare anche i colleghi più giovani.

Le amministrazioni di Seregno, Lissone e Monza hanno espresso vicinanza ai familiari delle vittime e alle comunità colpite. Massimo Angelucci, imprenditore conosciuto nel territorio brianzolo, era titolare della Icma Tecno, azienda di componenti meccaniche con sede a Lissone. Elena Sala, sua moglie, era vicina a lui nella gestione dell’impresa, mentre Lorenzo, il figlio, aveva da poco concluso il proprio percorso di studi al Politecnico di Milano. L’incidente ha lasciato un vuoto profondo, non solo per le famiglie coinvolte, ma anche per la comunità locale e per il mondo del lavoro. L’inchiesta dovrà chiarire le cause e le responsabilità, ma per ora rimane un dolore che non si può misurare in cifre.