Terremoto in Colombia: 124 morti e centinaia di dispersi dopo scossa di magnitudo 7,4
Terremoto di magnitudo 7,4 in Colombia, 124 morti e centinaia di dispersi. Danni gravi in diverse città.

Un violento terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale oggi, causando almeno 124 morti e lasciando centinaia di dispersi intrappolati sotto le macerie. L’evento, avvertito in tutta la regione, ha provocato gravi danni a ospedali, aeroporti e strade nei dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca. Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha assicurato l’assistenza integrale alle vittime e la ricostruzione delle aree colpite. La scossa, durata 96 secondi, è stata avvertita anche in Ecuador e Panama.
Centri colpiti e gravi danni
I centri più colpiti sono Cali, la terza città del Paese, e altre località come Pereira, Armenia e Manizales, dove è crollata la torre della Cattedrale. Insieme, queste città ospitano oltre 3 milioni e mezzo di abitanti. L’epicentro del sisma è stato localizzato a San José del Palmar, in una zona rurale dello stato di Chocó, a 300 km da Bogotà. La scossa, durata 96 secondi, è stata avvertita anche in Ecuador e Panama. Il sisma ha provocato gravi danni a ospedali, aeroporti e strade nei dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca. A Cali, dove è crollato l’ospedale universitario, si teme che siano rimasti sotto i detriti diversi bambini. La situazione è drammatica, con interruzioni di gas, luce e acqua in alcune zone, e comunicazioni in difficoltà. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di utilizzare i social media o WhatsApp per dare notizie, evitando di sovraccaricare le linee telefoniche.
Coordinamento e interventi di soccorso
Il presidente ha annunciato la costituzione di squadre di lavoro strategiche guidate dal vicepresidente José Manuel Restrepo e dai ministri del governo, garantendo una presenza immediata sul territorio. Il ministro dell’Interno Rodrigo Lara è in viaggio verso Pereira per coordinare gli interventi, mentre l’area di Antioquia ha dichiarato l’allerta rossa ospedaliera e inviato soccorritori verso il Chocó. La Farnesina e il ministro Antonio Tajani seguono gli sviluppi in coordinamento con la sede in Colombia.
Le operazioni di soccorso si svolgono con urgenza, con tantissimi dispersi ancora intrappolati sotto le macerie. La Colombia, conosciuta per il suo elevato rischio sismico, è uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche. L’area dell’epicentro è stata teatro di terremoti devastanti in passato, come nel 1999 a Armenia e nel 1983 a Popayán. Il presidente, in un messaggio su social media, ha espresso solidarietà e ha annunciato il suo imminente arrivo a Pereira per verificare la situazione e supportare le vittime.
La Colombia è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche. L’area dell’epicentro del sisma di oggi è la stessa dove si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti della storia del Paese. Il presidente ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha assicurato l’assistenza integrale alle vittime e la ricostruzione delle aree colpite. Il governo ha messo in atto misure immediate per garantire la presenza e le soluzioni sul territorio. Squadre di lavoro strategiche sono state costituite sotto la guida del vicepresidente José Manuel Restrepo e dei ministri del governo. Il ministro dell’Interno Rodrigo Lara è in viaggio verso Pereira per coordinare gli interventi, mentre Antioquia ha dichiarato l’allerta rossa ospedaliera e inviato soccorritori verso il Chocó.
La situazione è drammatica e si teme per possibili scosse di assestamento. La catena delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La popolazione è stata invitata a utilizzare i social media o WhatsApp per dare notizie, evitando di sovraccaricare le linee telefoniche. Gli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura sono stati chiusi almeno per oggi per motivi di sicurezza.
