Lega lancia raccolta firme contro zone pedonali, Pd: “Sicurezza senza punire i residenti”

La Lega lancia una raccolta firme contro le zone pedonali nel centro storico di Como. Il Pd critica l’approccio dell’amministrazione.

Residenti e cittadini di Como protestano contro le nuove normative sulle zone pedonali e la mobilità
Residenti e cittadini di Como protestano contro le nuove normative sulle zone pedonali e la mobilità

La Lega della Sezione di Como ha avviato una raccolta di firme contro l’introduzione di nuove zone pedonali nel centro storico, un provvedimento che, secondo i sostenitori, penalizza residenti, commercianti, persone con disabilità e utenti delle biciclette. L’iniziativa, lanciata in data 07/08/2026, mira a bloccare l’ennesimo atto di forza dell’amministrazione comunale, accusata di non ascoltare le esigenze delle categorie interessate. Il Partito Democratico, attraverso il segretario cittadino Daniele Valsecchi, ha espresso dure critiche, sottolineando l’assenza di una visione d’insieme e la mancanza di un piano strutturato per gestire le trasformazioni urbane.

Zone pedonali e mobilità: un equilibrio da trovare

La decisione di introdurre aree pedonali nel centro storico di Como ha suscitato reazioni forti da parte di cittadini e associazioni. Secondo la Lega, le nuove normative non considerano le esigenze di chi vive e lavora nel quartiere, mettendo a rischio la mobilità e la qualità della vita. Il Pd, invece, ha sottolineato che la sicurezza per i pedoni non deve venire a scapito dei residenti, che spesso si trovano costretti a modificare i loro modi di vita. Non si può pensare di concentrare tutto in poche ore con l’ingresso simultaneo di furgoni e camion di grandi dimensioni, ha detto Valsecchi, riferendosi al rischio di intasamento del traffico e alla mancanza di piani per il carico e scarico merci.

Consegne, biciclette e bike sharing: problemi non risolti

Un altro aspetto critico riguarda le consegne e l’uso delle biciclette. La Lega ha sottolineato che non esistono aree dedicate al carico e scarico merci, e che l’amministrazione non sembra interessata a trovare soluzioni alternative. Non si ascoltano le associazioni, non ci si interessa delle esigenze di chi lavora, ha affermato Valsecchi. Inoltre, la soppressione del servizio bike sharing, in piena stagione turistica, è vista come un passo indietro rispetto alle politiche di mobilità sostenibile. “Le biciclette sono una risorsa per snellire il traffico, non un fastidio da bandire”, ha aggiunto il Pd, chiedendo un approccio più equilibrato.

La Lega ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alle biciclette truccate, in particolare quelle utilizzate dai rider, e ha chiesto un controllo capillare per garantire la sicurezza. Tuttavia, l’approccio di divieti generalizzati, come l’interdizione del traffico ciclistico in strade come Largo Miglio o Piazza Cavour, è visto come un’azione che penalizza i residenti e non risolve i problemi di sicurezza. “Non si può continuare a amministrare Como per slogan, a colpi di ticket e divieti calati dall’alto”, ha concluso Valsecchi, richiamando l’esigenza di un piano strutturato e di un confronto con le categorie interessate.

La discussione sulle zone pedonali e sulla mobilità sostenibile in città come Como è in crescita, con una richiesta di equilibrio tra sicurezza, accessibilità e qualità della vita. L’amministrazione comunale, però, sembra ancora lontana da una soluzione condivisa, che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini. La raccolta di firme della Lega e le critiche del Pd rappresentano un segnale di protesta, ma anche un invito a un confronto più costruttivo e partecipativo.

  • La Lega lancia una raccolta firme contro le zone pedonali nel centro storico di Como.
  • Il Pd critica l’approccio dell’amministrazione comunale, sottolineando la mancanza di una visione d’insieme.
  • Le nuove normative non considerano le esigenze dei residenti, dei commercianti e delle persone con disabilità.
  • La soppressione del bike sharing e l’interdizione delle biciclette sono viste come un passo indietro.