La Cina accusa Rimini per la visita della vicesindaca al Dalai Lama
La Cina critica Rimini per la visita della vicesindaca Bellini al Dalai Lama, mettendo a rischio i rapporti con la città gemellata.

La Cina ha espresso forti critiche nei confronti di Rimini per la visita della vicesindaca Chiara Bellini al Dalai Lama in Tibet, definendo l’atto un “gravissimo errore”. L’episodio, che ha scatenato tensioni diplomatiche, rischia di mettere a repentaglio i rapporti tra la città italiana e la città gemellata cinese di Yangzhou. La lettera di fuoco inviata dal Consolato cinese di Milano alla Farnesina ha sottolineato l’insolenza del gesto, considerando il Dalai Lama un “pericoloso separatista”.
La visita in qualità di docente
Chiara Bellini, vicesindaca di Rimini, ha spiegato che la sua visita al Dalai Lama è avvenuta in qualità di docente e ricercatrice, durante un viaggio in Ladakh per le sue ricerche. Non avrebbe mai immaginato che incontrare il leader spirituale del buddismo, nonché premio Nobel per la pace, potesse venir interpretato come un atto di lesa maestà da parte delle autorità cinesi. Bellini ha ribadito che l’incontro non aveva alcun carattere politico, ma era legato al suo lavoro accademico.
Un legame storico in pericolo
Il gemellaggio tra Rimini e Yangzhou, nato 26 anni fa, è stato rafforzato da recenti visite e scambi di doni. Tuttavia, la visita di Bellini al Dalai Lama ha messo in discussione il rapporto di fiducia tra le due città. Rimini è una città che coltiva da sempre le relazioni internazionali con tutti i Paesi. La vicesindaca ha ricordato che il Dalai Lama è un cittadino onorario di Rimini e ha avuto l’onore di ospitarlo in più occasioni, l’ultima delle quali risale al 2005.
Le autorità cinesi, sensibili a ogni gesto che possa essere interpretato come sostegno alla causa del Tibet, hanno visto nell’incontro di Bellini un segnale di sostegno alla causa tibetana, nonostante la vicesindaca abbia sottolineato che non è stata detta una sola parola a riguardo. La tensione si è ulteriormente acutizzata con l’annullamento del convegno internazionale sull’Asia centrale a Kathmandu, a causa di pressioni cinesi. L’evento, che coinvolgeva centinaia di studiosi da tutto il mondo, è stato cancellato, mettendo in luce la crescente influenza della Cina sui dibattiti accademici e culturali.
La vicesindaca Bellini ha espresso preoccupazione per la libertà di ricerca e di incontro, sottolineando che nessun governo dovrebbe decidere chi possa essere studiato o incontrato. La libertà di incontro e di ricerca non dovrebbero essere oggetto di pressioni diplomatiche. La situazione, se non risolta, potrebbe portare a un distacco tra Rimini e la Cina, nonostante i rapporti commerciali e istituzionali di lunga data. La questione rimane aperta, con la speranza che le autorità italiane possano trovare un equilibrio tra le relazioni internazionali e le posizioni sensibili del governo cinese. La visita di Bellini al Dalai Lama rappresenta un caso emblematico di come un singolo atto possa influenzare relazioni complesse e multilaterali.
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