L’economia russa si trova in una situazione di squilibrio crescente
L’economia russa si trova in una situazione di squilibrio crescente, con salari elevati nel settore militare che mettono in crisi le aziende private.

L’invasione dell’Ucraina ha sconvolto il mercato del lavoro in Russia, portando a un aumento eccezionale dei salari e a un calo del tasso di disoccupazione al 2 per cento, il minimo storico. Questo fenomeno, però, ha creato squilibri nell’economia, con le aziende private che faticano a competere con i salari offerti dal settore militare. Il settore militare, infatti, paga salari così alti che le aziende private non riescono a mantenere il passo, entrando gradualmente in crisi.
Salari raddoppiati in pochi anni
Da quando la Russia ha iniziato l’invasione su larga scala dell’Ucraina, a febbraio 2022, i salari sono praticamente raddoppiati. Nel 2021, il salario medio era di circa 650 euro al mese, mentre oggi si aggira intorno ai 1.200 euro. Questo aumento è stato incentivato dall’aumento dell’inflazione, che ha reso più cari i beni di consumo. Tuttavia, il tasso di cambio può variare in modo significativo in pochi giorni, complicando ulteriormente la situazione.
Le aziende private, per competere con i salari offerti dal settore militare, hanno dovuto alzare gli stipendi. Questo fenomeno ha portato a un aumento dei redditi di molte famiglie, soprattutto nelle regioni più povere e coinvolte nel reclutamento. Tuttavia, la produttività non è aumentata in modo proporzionale ai salari, e quindi le aziende non riescono più a pagare gli stipendi promessi.
Le aziende private in crisi
Le performance finanziarie del settore privato russo sono in calo da tempo, con i profitti delle 28 principali aziende del paese che sono calati del 30 per cento nel 2025. Le aziende faticano a pagare gli stipendi promessi, come ha raccontato il Moscow Times, un quotidiano indipendente in lingua inglese. Solo nel primo trimestre del 2026, circa 209mila piccole e medie imprese hanno dovuto chiudere, un aumento del 9 per cento rispetto all’anno precedente. La situazione ha portato a una carenza di manodopera in molti settori, come l’edilizia, dove il vice primo ministro Marat Khusnullin ha detto che mancano 200mila lavoratori. Questo frena uno dei principali settori dell’economia civile, con conseguenze negative per l’intero sistema economico.
Un’alternativa non immediata
Elvira Nabiullina, presidente della Banca centrale russa, ha espresso l’auspicio che i tassi d’interesse molto alti (attualmente al 14 per cento, contro il 2,25 della zona euro) contribuiscano a un ribilanciamento dell’economia verso le aziende più produttive. L’idea è che le aziende più deboli fatichino a finanziarsi, chiudano e i lavoratori si spostino verso aziende più sane, aumentando la produttività generale. Tuttavia, questa soluzione non sta ancora funzionando. Il regime di Vladimir Putin non è disposto a ridurre gli incentivi economici concessi dal settore militare, e quindi la situazione rimane critica. La Russia può continuare a sostenere economicamente lo sforzo bellico, ma il costo crescente potrebbe richiedere sacrifici sempre maggiori alla popolazione.
