Scontro tra La Russa e Renzi per le dichiarazioni dei redditi
Scontro tra La Russa e Renzi per le dichiarazioni dei redditi: richiesta e risposta tra Senato e parlamentare.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa e il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si trovano in uno scontro istituzionale per la richiesta di accesso alle dichiarazioni dei redditi del parlamentare. La questione, che ha visto un scambio di lettere tra i due, riguarda la completa trasparenza dei redditi di Renzi, che nel 2024 e 2025 ha guadagnato 2,25 milioni di euro. La Russa ha richiesto la dichiarazione completa, mentre Renzi ha ritenuto sufficiente l’adesione al concordato biennale preventivo, introdotto dal governo Meloni nel 2023.
La richiesta di La Russa e la risposta di Renzi
Il 23 luglio, La Russa ha scritto a Renzi richiedendo la dichiarazione dei redditi completa, in base agli articoli 2 e 3 della legge n. 441 del 1982. La lettera ha sottolineato la necessità di acquisire la copia della dichiarazione dei redditi, ai sensi dell’articolo 7 della citata legge. Dieci giorni dopo, il 4 agosto, Renzi ha risposto accettando di pubblicare la documentazione depositata sul sito del Senato, ma ha espresso la sua posizione sul fatto che l’adesione al concordato biennale preventivo basti per garantire la trasparenza.
Renzi ha ritenuto sufficiente l’adesione al concordato biennale preventivo per garantire la trasparenza. La questione è diventata istituzionale, con un confronto tra due figure di spicco del panorama politico italiano. La variazione patrimoniale datata 30 novembre 2025, pubblicata sul sito del Senato dopo mesi di assenza, certifica l’acquisto di due case da parte di Renzi: una a Firenze vicina alla sua villa il 3 dicembre 2024 e una a Roma, in zona Trieste, il 30 maggio 2025.
Le dichiarazioni dei redditi e la norma anti-Renzi
La dichiarazione dei redditi classica permetterebbe di capire da dove provengono i redditi complessivi di Renzi e come sono stati calcolati. Tuttavia, nel 2025, la norma cosiddetta “anti-Renzi” ha vietato ai parlamentari di ricevere compensi dall’estero. La Russa sostiene che la dichiarazione completa sia necessaria per garantire la piena trasparenza, mentre Renzi ritiene che l’adesione al concordato biennale preventivo basti per soddisfare le richieste istituzionali. La dichiarazione dei redditi classica permetterebbe di capire da dove provengono i redditi complessivi di Renzi. Inoltre, Renzi ha ceduto il 10% delle quote della Ma.Re.Holding Srl, la società di comunicazione ed editoria dei figli. La situazione rimane in sospeso, con un dibattito che coinvolge non solo la trasparenza fiscale, ma anche la legittimità delle procedure istituzionali.
Renzi ha espresso la sua intenzione di coinvolgere i propri avvocati per verificare le modalità con le quali accogliere la richiesta di La Russa, senza che ciò crei pregiudizio vista la particolarità della scelta di aderire al Concordato. “Sarà mia cura tenere informati i Suoi uffici su questo passaggio da Lei evidenziato”, ha scritto nel suo messaggio. La questione, che ha visto un scambio di lettere tra i due, ha certificato lo scontro tra i due leader politici.
