Nuovi sviluppi per lo Stretto di Hormuz: accordo in vista e crollo del petrolio
Nuovi sviluppi per lo Stretto di Hormuz: accordo in vista e crollo del prezzo del petrolio

Lo Stretto di Hormuz, punto strategico per il trasporto del petrolio nel Medio Oriente, sembra avvicinarsi a una soluzione dopo mesi di tensioni. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha annunciato a sorpresa, poco prima dell’apertura di Wall Street, che gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero raggiungere un accordo entro poche ore per aprire lo stretto e garantire la libertà di transito per le navi commerciali. L’annuncio ha causato un crollo del prezzo del greggio oltre il 5%, spingendo i listini azionari USA verso nuovi record. La situazione, tuttavia, rimane complessa e segnata da minacce e attacchi.
Colloqui tra Oman e Iran
Il contatto diretto tra Oman e Iran, supportato dagli alleati del Golfo e dai mediatori, ha convinto il presidente Donald Trump a sospendere un nuovo round di attacchi militari contro i pasdaran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che i colloqui sono stati valutati positivamente sia a livello tecnico che politico, mentre Teheran lavora allo sviluppo di meccanismi per gestire il traffico nello stretto. La posizione del segretario di Stato Marco Rubio, invece, ha chiarito che il dialogo riguarda in realtà Oman e Iran, impegnati a trovare un modo per far transitare in sicurezza un maggior numero di navi nel breve termine, in vista di negoziati più ampi sul nucleare.
Secondo Rubio, i progressi ci sono, anche se non si è ancora arrivati a una conclusione; ha comunque assicurato che lo Stretto è di fatto aperto, con navi in transito e petrolio che continua a passare. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i colloqui con Muscat sono stati valutati positivamente sia sul piano tecnico che politico, mentre Teheran lavora alla definizione dei meccanismi necessari per gestire il traffico nello Stretto.
La situazione rimane instabile, con attacchi e minacce che non si fermano.
La tensione continua
Nonostante i progressi, la situazione rimane instabile. La notte scorsa un attacco ha colpito una nave mercantile al largo della costa omanita dello Stretto, secondo quanto riportato dallo United Kingdom Maritime Trade Operations Centre. Il blocco navale anti-Iran del Centcom continua, con le forze statunitensi che hanno deviato 45 navi commerciali, ne hanno reso inoffensive due e sono salite a bordo di altre due. I pasdaran hanno minacciato ritorsioni militari, mentre gli Houthi, alleati dell’Iran nello Yemen, hanno rivendicato un attacco con drone contro l’aeroporto saudita di Najran, definito “un obiettivo sensibile”. In serata è arrivata anche la notizia di un attacco missilistico contro un cargo indiano nel Mar Rosso, al largo delle coste yemenite.

La confusione diplomatica è stata accentuata dall’attacco a una nave mercantile vicino alla costa omanita dello stretto, come riportato dallo United Kingdom Maritime Trade Operations Centre. Il presidente Trump ha accusato l’Iran di “doppiezza” per non aver confermato pubblicamente l’esistenza di trattative in corso, che il tycoon continua a rivendicare. Il Qatar, uno dei Paesi mediatori, ha confermato che gli sforzi per una soluzione diplomatica al conflitto Iran-USA stanno proseguendo, ma senza colloqui diretti previsti tra le due parti.
Il presidente Trump ha ribadito che i colloqui sono in corso, ma l’Iran continua a negare qualsiasi trattativa diretta con Washington.
Nonostante la situazione resti complessa, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha escluso l’ipotesi di pedaggi sul transito, parlando di semplice libertà di navigazione. Ha sottolineato che nonostante l’incertezza delle ultime settimane, diverse navi sono comunque riuscite a uscire dall’area. Gli ultimi sviluppi, con gli auspici di svolta reale, sono maturati all’indomani della nuova sfuriata del presidente Trump verso Teheran, questa volta con le accuse di “doppiezza” di fronte alla mancata conferma iraniana sulle trattative in corso.
