Olio italiano in crisi: chiesti controlli severi e bando per gli indigenti

Chiesti controlli severi e bando per gli indigenti per salvaguardare l’olio italiano.

Frantoi e agricoltori pugliesi chiedono controlli e sostegni per salvaguardare l'olio italiano
Frantoi e agricoltori pugliesi chiedono controlli e sostegni per salvaguardare l’olio italiano

Chiesti controlli severi e bando per gli indigenti

Le organizzazioni Coldiretti-Unaprol e Fao Italia hanno chiesto al Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’attivazione di due misure straordinarie per salvaguardare la filiera dell’olio italiano. Tra le richieste, un bando per gli indigenti e controlli innovativi per fermare le frodi. L’obiettivo è garantire la trasparenza e la qualità del prodotto, evitando che i trafficanti sfruttino la situazione economica per danneggiare la produzione. Le risorse pubbliche devono sostenere chi produce valore nelle campagne e difende il patrimonio olivicolo pugliese, non chi alimenta distorsioni del mercato, dichiarano il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore regionale, Pietro Piccioni. La Puglia è il cuore dell’olivicoltura italiana e non può permettersi che il valore dell’olio extravergine 100% italiano venga messo a rischio da speculazioni, frodi o da chi utilizza il mercato per scaricare sulle imprese agricole il peso di scelte commerciali sbagliate.

La pressione sui frantoi in Puglia

In Puglia, culla dell’olivicoltura italiana, cresce la pressione dell’esposizione bancaria sui frantoi, alla vigilia della nuova campagna olearia. Le giacenze di olio extra vergine e vergine italiano, in particolare in alcune zone del Paese, stanno determinando una rigidità del mercato, in combinazione con un aumento dei costi di produzione. Le organizzazioni sottolineano che le risorse pubbliche devono sostenere chi produce valore nelle campagne, non chi alimenta distorsioni del mercato.

Nessuno provi ad usare i produttori di olive come scudi umani, minacciando di non ritirare le olive della prossima raccolta, per risolvere i problemi commerciali provocati da trafficanti e loro sodali, afferma il vice presidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri. Le organizzazioni continuano a difendere gli olivicoltori italiani e la parte di filiera che crede nella trasparenza e nella qualità, chiedendo interventi concreti per salvaguardare il valore del prodotto italiano.

Per contrastare le frodi, le organizzazioni propongono l’uso di strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genetica e analisi isotopiche, integrando le banane dati e potenziando la rete dei laboratori. «Solo così si può trasformare una criticità commerciale in un’importante iniziativa di solidarietà sociale, tenendo fuori dalla porta chi sta immaginando di scaricare su questa misura prodotto che i fa fatica a definire olio», afferma Granieri.

Le organizzazioni chiedono l’istituzione di un Fondo Interessi che copra fino al 100% degli oneri finanziari sostenuti nel 2026, riproponendo una misura già adottata nel 2024. L’obiettivo è garantire la necessaria liquidità alle imprese in vista della prossima campagna olearia. «Allo stesso tempo è indispensabile affrontare il problema della forte esposizione bancaria che grava su aziende agricole e frantoi, assicurando strumenti efficaci di liquidità, a partire dal Fondo Interessi, per consentire alla filiera di affrontare la prossima campagna olearia con maggiore serenità», dichiarano i rappresentanti di Coldiretti Puglia.