Russia, carenza di liquidità nel sistema bancario mette a rischio acquisto titoli di Stato

Carenza di liquidità nel sistema bancario russo mette a rischio acquisto titoli di Stato, deficit bilancio in aumento.

Banche russe a corto di liquidità, prelievi record di contanti, deficit bilancio in aumento
Banche russe a corto di liquidità, prelievi record di contanti, deficit bilancio in aumento

Le banche russe non dispongono di liquidità sufficiente in rubli per acquistare i titoli di Stato con cui Mosca finanzia il deficit del bilancio federale. L’informazione, emersa da un alto dirigente di Sberbank, solleva dubbi sulla capacità del Cremlino di coprire l’aumento della spesa bellica ricorrendo al debito interno. La situazione si fa sempre più preoccupante, con le aste dei titoli di Stato sospese e le banche a corto di fondi per sostenere gli acquisti di debito pubblico.

Prestiti alla Banca Centrale non bastano

L’istituto di regolamentazione ha già aumentato i prestiti alle banche russe che acquistano titoli di Stato: dall’inizio dell’anno ha immesso altri 2.300 miliardi di rubli (28,98 miliardi di dollari) nel sistema bancario, portando il debito complessivo delle banche verso la Banca Centrale a 6mila miliardi di rubli (75,6 miliardi di dollari). Nonostante questi interventi, le banche non riescono a garantire la liquidità necessaria per acquistare i titoli di Stato, che sono fondamentali per finanziare il deficit del bilancio federale.

La spesa militare spinge il deficit

Nel primo semestre del 2026 il bilancio federale ha registrato un deficit di 5.700 miliardi di rubli (71,82 miliardi di dollari), a causa di spese per la difesa superiori alle previsioni. Secondo Bloomberg, che cita fonti anonime, le spese militari russe potrebbero superare quest’anno il budget stanziato di 4-5mila miliardi di rubli (50,4-63 miliardi di dollari), costringendo il ministero delle Finanze a reperire altri 2-3mila miliardi di rubli (25,2-37,8 miliardi di dollari). Il piano di bilancio originario del governo per il 2026 prevedeva un indebitamento interno di 4.400 miliardi di rubli (55,44 miliardi di dollari), ma le previsioni si sono allontanate notevolmente.

Secondo Taras Skvortsov, vicepresidente e direttore finanziario di Sberbank, «ogni speranza è ormai riposta in una qualche forma di sostegno da parte della Banca Centrale». L’istituto di regolamentazione ha già aumentato i prestiti alle banche russe che acquistano titoli di Stato, ma la situazione non si risolve. Le banche, infatti, hanno fondi sufficienti solo per prestare denaro ai clienti, e non per sostenere l’acquisto di obbligazioni governative. La liquidità è scarseggiante e le aste dei titoli di Stato sono sospese.

Le OFZ sono le obbligazioni governative in rubli emesse dal ministero delle Finanze per finanziare la spesa pubblica. Tuttavia, con le banche a corto di liquidità e le aste dei titoli di Stato sospese, la Banca Centrale rischia di dover garantire i fondi necessari a sostenere gli acquisti di debito pubblico. L’economista Nikolai Korzhenevsky ha sottolineato che questi prestiti sono legati al finanziamento del bilancio federale: «Il denaro viene “stampato” in un modo che garantisce comunque la copertura della spesa pubblica».

Secondo Ilya Sokolov, ricercatore senior dell’Università finanziaria del governo russo, è probabile che il deficit torni a crescere in autunno. Nonostante il rialzo dei prezzi del greggio, le entrate da petrolio e gas restano sotto pressione a causa dei sussidi statali alle raffinerie danneggiate dagli attacchi dei droni, mentre cresce anche il rischio di un calo delle entrate non energetiche. La recessione potrebbe colpire l’economia russa nella seconda metà dell’anno.