Come funziona una piattaforma di sorveglianza digitale cinese
Un ricercatore ha scoperto una piattaforma cinese che raccoglie dati su cittadini stranieri.

A gennaio di quest’anno, Marc Hofer, giornalista e esperto di cybersicurezza noto come NetAskari, ha scoperto online una piattaforma di sorveglianza digitale cinese che raccoglie e integra dati su cittadini stranieri residenti o di passaggio in una città. La piattaforma, probabilmente una demo, contiene una quantità enorme di dati e si presenta con una grafica futuristica, con sfondi blu e immagini 3D. L’informazione è emersa durante uno dei suoi giri tra i siti governativi cinesi, e Hofer ha avuto accesso alle credenziali precompilate.
Integrazione di dati da fonti diverse
La piattaforma non si limita a raccogliere dati anagrafici, come è normale per uno strumento del genere, ma integra informazioni provenienti da diverse fonti. Tra queste, ci sono immagini delle telecamere di sicurezza, prenotazioni di viaggio, dati degli hotel, informazioni sui consumi di carburante e pagamenti effettuati con app specifiche. Inoltre, il sistema utilizza il riconoscimento facciale per registrare la presenza di individui e creare relazioni tra persone che interagiscono in modo significativo, come chi si trova nello stesso ambiente o viaggia nello stesso mezzo.
Il sistema è stato utilizzato per monitorare le persone straniere a Zhangjiakou, una città del nord della Cina con oltre quattro milioni di abitanti, nota per aver ospitato le Olimpiadi invernali del 2022. Tra gli utenti registrati ci sono alcune stazioni di polizia locali, il che suggerisce che il sistema potrebbe essere utilizzato per il controllo e la gestione delle persone straniere. Non è chiaro se la versione trovata da Hofer sia mai stata utilizzata in pratica, ma i dati presenti nel sistema sembrano veri e provengono da database reali, sebbene alcuni siano parziali o servano a scopi dimostrativi.
Un sistema per la polizia locale
La piattaforma sembra essere progettata per la polizia locale di Zhangjiakou, una città del nord della Cina con oltre quattro milioni di abitanti, nota per aver ospitato le Olimpiadi invernali del 2022. Tra gli utenti registrati ci sono alcune stazioni di polizia locali, il che suggerisce che il sistema potrebbe essere utilizzato per il controllo e la gestione delle persone straniere. Non è chiaro se la versione trovata da Hofer sia mai stata utilizzata in pratica, ma i dati presenti nel sistema sembrano veri e provengono da database reali, sebbene alcuni siano parziali o servano a scopi dimostrativi.
Hofer ha condiviso le sue scoperte con altri media, tra cui il New York Times, che ha verificato il funzionamento del sistema. Ad esempio, il giornalista Sophia Yan ha trovato il suo nome e le informazioni relative al suo passaporto e al numero di cellulare. La piattaforma ha anche segnalato la presenza di Yan ogni volta che si trovava in un’area monitorata, creando un grafico delle relazioni con altre persone. Questo sistema rappresenta un esempio di come la tecnologia di sorveglianza possa essere utilizzata in modo esteso e integrato in un contesto di controllo sociale.
La piattaforma è probabilmente una demo creata da un’azienda privata per mostrare le capacità del sistema e convincere le autorità locali a acquistarlo. L’azienda coinvolta potrebbe essere Origin Dynamic, un’azienda di Pechino che vende sistemi di sorveglianza alle forze di polizia. La piattaforma, pur essendo un po’ datata (realizzata nel 2021), rappresenta un modello di come i dati possano essere raccolti e analizzati in modo olistico, con implicazioni significative per la privacy e la libertà individuale.
La piattaforma integra dati da fonti diverse, come telecamere e prenotazioni.
Il sistema utilizza il riconoscimento facciale per registrare la presenza di individui.
- La piattaforma integra dati da fonti diverse, come telecamere e prenotazioni.
- Utilizza il riconoscimento facciale per registrare la presenza di individui.
- È probabilmente una demo creata per mostrare le capacità di un sistema di sorveglianza.
