L’era del genocidio e il rischio di una nuova normalità
L’operazione israeliana a Gaza ha causato migliaia di morti e potrebbe portare a un futuro di impunità e profitto per alcuni.

La guerra in Gaza ha causato la morte di almeno 70mila civili, la distruzione di infrastrutture essenziali e la privazione di acqua e cibo per milioni di persone. L’operazione israeliana, condotta dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, ha suscitato accuse di genocidio dinanzi alla Corte internazionale di giustizia (Cig). La situazione, però, sembra presagire un futuro in cui il genocidio potrebbe non solo essere tollerato, ma addirittura incentivato, con conseguenze a lungo termine per la comunità internazionale.
Un modello per il futuro
La leadership israeliana ha condotto un’operazione che ha ridotto la Striscia di Gaza a un terzo del suo territorio originale, confinando due milioni di palestinesi in spazi devastati. L’operazione ha causato un numero enorme di morti indirette a causa della distruzione delle strutture sanitarie e delle abitazioni. La Corte penale internazionale (Cpi) ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e altri leader israeliani, ma il sostegno degli Stati Uniti nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha reso difficile l’azione giudiziaria.
Il piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump, approvato dal Consiglio di sicurezza il 17 novembre 2025, prevede la ricostruzione della Striscia di Gaza sotto il controllo di un comitato tecnico palestinese e la supervisione di un consiglio di pace internazionale. Il piano mira a creare una “Nuova Gaza” con infrastrutture moderne e un’economia basata su investimenti esteri. Tuttavia, il piano potrebbe portare a una completa cancellazione della storia e della società palestinese, riducendo i palestinesi a operai edili e fornitori di servizi per i ricchi residenti.
Il piano di Trump potrebbe trasformare Gaza in un’area di investimento per aziende internazionali
Un gruppo di magnati immobiliari, tra cui Jared Kushner e Steve Witkoff, potrebbe trarre enormi vantaggi da questa trasformazione. L’immobiliare di lusso, con prezzi elevati, escluderebbe i palestinesi dal mercato, mentre i ricchi residenti della “Nuova Gaza” godrebbero di servizi e infrastrutture. La Germania, il secondo maggiore fornitore di armi a Israele, ha firmato contratti per l’acquisto di tecnologia militare, rafforzando il legame tra l’occupazione e l’espansione economica.
Un rischio per il diritto internazionale
Se il piano di Trump dovesse realizzarsi, il genocidio potrebbe essere visto come una forma legittima di politica, con conseguenze devastanti per il diritto internazionale. L’impunità di Israele, supportata dagli Stati Uniti, potrebbe portare a una normalizzazione del crimine, con altre nazioni che potrebbero essere meno propense a chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni. La Cig, sebbene abbia presentato una causa contro Israele, non ha ancora prodotto una sentenza definitiva, e il sostegno degli Stati Uniti rimane un ostacolo. La situazione in Gaza rappresenta un precedente pericoloso, che potrebbe minare l’intero sistema di giustizia internazionale. Se il genocidio non sarà punibile, altre nazioni potrebbero essere tentate a seguirne l’esempio, con conseguenze a lungo termine per la pace e la stabilità globale. La comunità internazionale deve agire per evitare che questa situazione si trasformi in una nuova normalità, in cui il genocidio non solo è tollerato, ma anche incentivato.
