Caro energia, la Sicilia paga un conto salato: 1,8 miliardi in più
La Sicilia subirà un aggravio di 1,8 miliardi per i rincari energetici nel 2026, con un incremento del 17% rispetto al 2025.

La Sicilia dovrà affrontare un aumento complessivo di circa 1,8 miliardi di euro per i rincari di elettricità, gas e carburanti nel 2026, con un incremento del 17% rispetto al 2025. L’incremento, superiore alla media nazionale del 16%, colpisce in modo particolare le tasche dei cittadini e delle imprese locali, che vedranno un impatto economico significativo in un contesto di reddito medio inferiore e di maggiore fragilità sociale. La guerra nel Golfo Persico, che ha portato a un aumento dei prezzi internazionali, continua a influenzare l’economia regionale, con effetti che si fanno sentire anche sulle attività produttive.
Carburanti, la voce più pesante
Secondo lo studio dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha incrociato i dati di Arera, Eurostat, ministero dell’Ambiente e Terna, la spesa per carburanti aumenterà di 1,103 miliardi di euro, portando il costo complessivo da 5,284 miliardi a 6,387 miliardi, con un incremento del 20,9%. La benzina e il gasolio rappresentano la voce più “pesante” per la Sicilia, con un impatto maggiore rispetto ad altre regioni. La regione, infatti, figura tra quelle con gli aumenti percentuali più elevati, praticamente allo stesso livello di Calabria e Abruzzo.
Un incremento di costi che colpisce la filiera produttiva
Le conseguenze dei rincari energetici potrebbero riflettersi su tutta la filiera produttiva, con un aumento sensibile dei costi di gestione per agricoltura, pesca, trasporto merci, turismo, commercio e piccole imprese. Questi settori, già in difficoltà per la fragilità economica della regione, vedranno un incremento dei prezzi finali pagati dai consumatori. Il gas naturale, pur non essendo la voce più rilevante nel bilancio energetico siciliano, non è trascurabile, con un aumento di 140 milioni di euro, pari a un incremento del 14,5%.
La spesa complessiva per carburanti, energia elettrica e gas passerà dagli 10,876 miliardi di euro del 2025 ai 12,721 miliardi previsti per il 2026, con un incremento di quasi due miliardi di euro. La Lombardia, con un aumento assoluto di 5,4 miliardi, è la regione più penalizzata, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, ma queste regioni dispongono di una struttura produttiva molto più estesa. La Sicilia, invece, sopporta un peso economico enorme in rapporto alla propria economia, con un reddito medio inferiore e una maggiore fragilità sociale.
Il governo ha già destinato 7 miliardi di euro per attenuare gli effetti del caro energia e valuta un ulteriore intervento di pari importo nei prossimi mesi. Tuttavia, secondo la Cgia, anche con queste misure verrebbe compensato soltanto circa un quarto dell’aumento complessivo previsto. Il tema di un maggiore intervento dell’Unione europea sul mercato energetico resta aperto, con la speranza di trovare soluzioni a lungo termine per ridurre l’impatto dei rincari su un territorio già in difficoltà. La Sicilia, con il suo contesto economico e sociale, rischia di pagare un conto salato che potrebbe influenzare non solo le famiglie, ma anche l’intera economia regionale.
