Radioterapia in Campania: mancano i fondi, la Regione cerca un accordo
Vertenza radioterapia in Campania: mancano i fondi, la Regione cerca un accordo per garantire la continuità delle cure.

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La Campania si trova in una situazione di tensione per la mancanza di fondi per la radioterapia, con un’emergenza che coinvolge centri accreditati, pazienti e strutture sanitarie. Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione in Regione, tra il fronte dei centri di radioterapia rappresentati da Bruno Accarino e la direzione Salute, per cercare un accordo che possa garantire la continuità delle cure. La Regione ha espresso una mano tesa, ma i nodi non sono ancora completamente risolti.
Contratti e programmazione in sospeso
Al centro della vertenza c’è il ritardo nella programmazione regionale e il mancato rinnovo dei contratti con le Asl. La Campania, pur disponendo di fondi sufficienti, non ha ancora tradotto in adeguamenti tariffari il nuovo nomenclatore nazionale, che include prestazioni innovative per la radioterapia. «Nel 2025 i centri di radioterapia hanno aggiornato le dotazioni tecnologiche e assicurato ai malati di tumore tutte le innovative cure previste dal tariffario Lea, ma continuano ad operare con il vecchio e inadeguato budget», spiega Accarino.
La programmazione regionale, ferma da oltre un anno, rischia di bloccare le cure oncologiche in tutta la regione. Alla fine dello scorso anno, mancavano all’appello circa 40 milioni di euro di cure radioterapiche anticipate, a fronte di altri 45 milioni già erogati. La mancanza di certezze sulle risorse ai centri accreditati di radioterapia in Campania costituisce un grave vulnus per il diritto alla salute dei cittadini.
Le alternative per i pazienti
Di fronte a un’ipotesi di stop all’attività pubblica, i pazienti potrebbero essere costretti a rivolgersi a una rete pubblica che assorbe solo il 30% dei fabbisogni o a cercare cure private o all’estero. «L’emigrazione sanitaria di confine alimenta uno dei nodi storici del governo della Salute in Campania», ha sottolineato Accarino. La situazione è drammatica, soprattutto per chi ha bisogno di cure urgenti e non può permettersi di aspettare. La Campania, pur essendo in grado di garantire la continuità delle cure, non ha ancora definito i numeri, i fabbisogni, le tariffe e le risorse necessarie. Il tavolo avviato ieri in Regione lascia intravedere uno spiraglio per un accordo, ma il tempo è limitato. Domani continueremo il confronto, ha detto Accarino, che ha espresso fiducia nella volontà di trovare una soluzione.
La crisi della radioterapia segue quella delle Case di cura, dei pronto soccorso accreditati e delle strutture di riabilitazione, che operano con tariffe inadeguate e contratti scaduti. Tutti i nodi saranno affrontati in una seduta monotematica del Consiglio regionale il 31 luglio. La Regione ha espresso una volontà di dialogo, ma la situazione è delicata. Una ulteriore dilazione potrebbe portare a contenziosi, ingiunzioni di pagamento e maggiori spese legali, che hanno avuto un impatto negativo sul debito regionale. In Campania, il sistema sanitario accreditato rappresenta una componente essenziale dell’assistenza, ma riceve un finanziamento regionale significativamente inferiore rispetto al volume di attività svolto, stimato intorno al 15%. La Campania in cassa ha i fondi per garantire la continuità delle cure, ma la mancanza di un accordo potrebbe mettere a rischio la salute di migliaia di pazienti.
