Giovane cronista indagato per simulazione di attentato e calunnia
Giovane cronista indagato per simulazione di attentato e calunnia, acquisti online e telecamere incastrano il ventenne.
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Un ventenne cronista di Enego, Adriano Cappellari, è stato indagato per simulazione di reato e calunnia dopo aver creato un finto attentato con un ordigno esploso sotto casa. Le indagini dei carabinieri di Bassano del Grappa, supportati da analisi tecniche e acquisti online, hanno rivelato che l’attentato era stato ideato e realizzato da lui stesso. Cappellari, iscritto a FdI e affezionato a Atreju, aveva denunciato precedenti minacce, ma le prove hanno dimostrato che si trattava di un piano autoprodotto per attirare l’attenzione su di lui e sulle sue posizioni politiche.
Acquisti online e prove tecniche
Le indagini hanno rivelato che Cappellari aveva acquistato online i materiali necessari per creare l’ordigno esploso il 30 maggio scorso. Gli accertamenti hanno mostrato che il gas butano-propano e l’alcol denaturato utilizzati erano stati ordinati da lui stesso e consegnati a casa. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso una figura con caratteristiche compatibili con quelle del giornalista, che ha filmato l’evento con lo smartphone. Questi elementi hanno portato i magistrati a ipotizzare una simulazione di attentato, con l’obiettivo di attirare l’attenzione su di lui e sulle sue posizioni politiche.
Le prove tecniche hanno confermato che i materiali utilizzati erano acquistati da Cappellari e consegnati a casa sua. L’analisi del materiale esploso ha permesso di risalire a marca e modello dei componenti, che sono reperibili su una nota piattaforma di e-commerce. I carabinieri hanno accertato che Cappellari aveva completato un ordine di quattro cartucce di gas butano-propano il 25 aprile e aveva ordinato sei bottiglie di alcol denaturato il 29 aprile, con consegna il 4 maggio.

Minacce precedenti e misure di protezione
Cappellari aveva già denunciato tre presunte lettere minatorie, recapitate a novembre, dicembre e febbraio, contenenti minacce di morte indirizzate a lui, al sacerdote don Maurizio Patriciello e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo gli atti intimidatori, sono state disposte misure di protezione, inizialmente un servizio di vigilanza generica e poi un dispositivo di protezione con l’uso di una vettura istituzionale e due militari. Queste misure sono state ulteriormente rafforzate dopo l’esplosione dell’ordigno.
Le telecamere hanno ripreso una figura compatibile con Cappellari, che ha filmato l’evento con lo smartphone. L’analisi ha confermato che l’altezza del giornalista è compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere al momento del deposito della busta e dell’innesco dell’ordigno. Questi elementi hanno portato i magistrati a ipotizzare una simulazione di attentato, con l’obiettivo di attirare l’attenzione su di lui e sulle sue posizioni politiche. I carabinieri di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica su mandato dei pm vicentini. Cappellari è stato contestato per i reati di incendio, calunnia e simulazione di reato continuato, procurato allarme e truffa in danno di ente pubblico. Le indagini hanno rivelato che l’attentato era stato ideato e realizzato da lui stesso, con l’obiettivo di attirare l’attenzione su di lui e sulle sue posizioni politiche.
