Chi paga i soccorsi in montagna? Bristot chiede responsabilità anche per chi si mette in pericolo
Bristot chiede responsabilità anche per chi si mette in pericolo in montagna e in città.

Chi paga i soccorsi in montagna? È questa la domanda che ha scatenato un dibattito tra esperti e cittadini, con l’intervento di Fabio Bristot, ex membro del direttivo del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico. La riflessione, pubblicata su un quotidiano locale, ha messo in luce come il principio di responsabilità economica non debba limitarsi solo agli escursionisti, ma debba valere anche per chi, in città o in strada, assume comportamenti imprudenti o colposi. L’idea, sostenuta da Bristot, è che chi si mette in pericolo, per scelta o per negligenza, debba rispondere anche in termini economici.
Responsabilità e equità nel soccorso
La questione, spesso sollevata sui social, riguarda il rischio di “togliere” l’elicottero o il personale di soccorso a interventi più urgenti. Bristot ha sottolineato come il principio di equità non debba essere applicato solo in montagna, ma in tutti i contesti in cui si richiede l’intervento di servizi pubblici. Se il principio è che chi assume consapevolmente comportamenti imprudenti o gravemente colposi debba rispondere, allora quel principio deve valere per tutti. L’idea è che anche chi, in città, si ubriaca o si mette in pericolo con un motociclo a 160 km/h, debba assumersi la responsabilità economica.
La montagna come ambiente a rischio
La montagna, per sua natura, è un ambiente ostile, dove il rischio evolutivo, sanitario e non sanitario è sempre presente, anche quando si seguono le procedure corrette. Bristot ha ricordato che la città, invece, non presenta quella stessa componente di rischio intrinseco. Le reprimende sono doverose, ma la responsabilità non deve essere solo una punizione, ma un principio di equità. L’ex membro del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico ha anche ricordato la sua esperienza nella stesura della prima legge regionale in Italia che rende onerose le attività non sanitarie effettuate con l’elicottero (L.R. 33/2007, poi confluita nella L.R. 11/2015).
La proposta di Bristot è che il principio di responsabilità economica venga applicato con coerenza in tutti gli ambiti. “Altrimenti non si sta difendendo un principio: si sta semplicemente facendo pagare il conto soltanto alla montagna”, ha concluso. L’idea, seppur controversa, ha suscitato interesse e dibattito, soprattutto in un contesto in cui i soccorsi in montagna continuano a essere un tema di grande rilevanza.
La Regione Veneto, dopo 15 anni di applicazione della DGRV 1411/2011 e sue modificazioni, potrebbe dover chiarire alcuni principi e fattispecie che hanno provocato ricorsi e mancati incassi. L’obiettivo è creare un sistema più equo e trasparente, in cui chi si mette in pericolo, per scelta o per negligenza, assuma la responsabilità economica. Un passo in avanti, ma non senza sfide, per un tema che riguarda non solo la montagna, ma l’intero sistema di soccorso in Italia.
