Bonus di 70mila euro per l’ingegnere indagato per la frana di Niscemi
Bonus di 70mila euro per ingegnere indagato per frana di Niscemi

Un premio per i risultati raggiunti, mentre si indagava per un disastro
L’ingegnere Sergio Tumminello, indagato per la frana di Niscemi, ha ricevuto un bonus di 70mila euro per i “risultati raggiunti” durante il suo incarico come capo della struttura commissariale per il dissesto idrogeologico. La nomina, avvenuta a novembre 2024, è stata concessa dal governatore della Sicilia Renato Schifani, e Tumminello ha ricoperto la carica fino al 31 dicembre 2025, poco prima dello smottamento che ha devastato il paese in provincia di Caltanissetta. L’autorelazione che attesta il raggiungimento dei risultati è stata depositata a fine gennaio e integrata a febbraio, poco prima del disastro. Il bonus è stato riconosciuto nonostante le accuse di inerzia e contributo al disastro.
Un lavoro in corso, ma non completato
Secondo la relazione della Corte dei Conti, il lavoro della struttura commissariale è stato valutato in un contesto nazionale, con un focus su come sono stati utilizzati i finanziamenti degli ultimi anni. In Sicilia, nel 2024, sono stati finanziati 104 progetti, di cui uno concluso e 12 in esecuzione, tra cui interventi per il consolidamento di costoni rocciosi e scogliere. Tuttavia, 59 progetti sono rimasti in fase di avvio o con dati non comunicati. Tumminello ha spiegato che i tempi di un’opera pubblica sono condizionati da vari fattori, tra cui gare d’appalto e contrattualizzazioni.
La struttura commissariale ha sottolineato che i ritardi non sono dovuti a inefficienze, ma a complessità procedurali. La Procura di Gela ha accusato Tumminello di aver contribuito al disastro con la sua inerzia, non realizzando gli interventi necessari per il consolidamento di un territorio a rischio smottamenti da 30 anni. Nonostante le accuse, poco prima del disastro, Tumminello ha incassato il bonus per i risultati raggiunti.
La vicenda di Tumminello rappresenta un caso emblematico di conflitto tra prestazioni professionali e responsabilità civili, con un premio economico ricevuto poco prima di un evento drammatico. La questione solleva interrogativi su come vengono valutati i risultati in contesti di alta urgenza e rischio, e su come si conciliino i benefici economici con la gestione di situazioni critiche. La struttura commissariale ha sottolineato che i tempi di un’opera pubblica dipendono da fattori esterni, come la durata del progetto e le procedure di contrattualizzazione. La Corte dei Conti ha rilevato che, nonostante i dati non siano tutti completi, il sistema di finanziamenti non è inefficace, ma semplicemente in fase di attuazione.
La vicenda ha suscitato dibattito su come vengano valutati i risultati in contesti di alta urgenza e rischio, e su come si conciliino i benefici economici con la gestione di situazioni critiche. La questione solleva interrogativi su come vengano valutati i risultati in contesti di alta urgenza e rischio, e su come si conciliino i benefici economici con la gestione di situazioni critiche.
