Emilia-Romagna: 43 mila imprese a rischio insolvenza, Reggio Emilia più colpita

In Emilia-Romagna oltre 43 mila imprese sono a rischio insolvenza, con Reggio Emilia che registra il tasso più elevato.

Emilia-Romagna, 43 mila imprese a rischio insolvenza, Reggio Emilia più colpita
Emilia-Romagna, 43 mila imprese a rischio insolvenza, Reggio Emilia più colpita

La regione Emilia-Romagna registra un numero elevato di imprese a rischio insolvenza, con oltre 43 mila aziende esposte a un potenziale fallimento nei prossimi 12 mesi. Il dato emerge dall’osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano. L’incidenza delle imprese a rischio si attesta al 10,5%, un livello inferiore alla media nazionale del 12,1%. La regione si colloca tra le sette regioni meno esposte al rischio di insolvenza, con valori inferiori a quelli registrati in Lazio, Calabria e Lombardia.

Reggio Emilia e Ferrara: i poli più colpiti

Il tasso di rischio insolvenza più elevato si osserva a Reggio Emilia, dove il 12% delle imprese è a rischio, corrispondente a 6.060 aziende. A Ferrara, invece, il tasso si attesta al 9,1%, con 2.677 imprese a rischio. La provincia di Piacenza, invece, registra il livello più basso, con un tasso del 6,5% e 26.629 imprese. La variazione annuale del numero di imprese attive in Emilia-Romagna è di -1,0%, leggermente superiore alla media italiana (-0,8%).

La resilienza del tessuto imprenditoriale emiliano-romagnese si misura anche attraverso il tasso di sopravvivenza delle imprese. Il survival rate delle aziende nate nel 2024 e ancora attive nel 2026 è pari al 92,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al biennio 2022-2024. La lettura demografica regionale indica un saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni: il tasso di natalità si attesta al 5,4%, mentre la mortalità al 6,6%, con un saldo di -1,2 punti percentuali.

Settori a rischio: costruzioni, commercio e agricoltura

Dal punto di vista settoriale, il commercio rappresenta il settore con il numero più elevato di imprese a rischio, con un tasso del 20,7%. Seguono le costruzioni (16,4%) e l’agricoltura e pesca (11,7%). Al contrario, le attività legate all’agricoltura e pesca mostrano un tasso di rischio inferiore, pari al 2,8%, mentre quelle finanziarie e assicurative si attestano al 4,6%. Tra i settori più a rischio si segnala l’attività estrattiva in cava (38,4%), i fornitori di energia (22,0%) e le attività immobiliari (16,2%).

La variazione annuale del numero di imprese attive in Emilia-Romagna è di -1,0%, leggermente superiore alla media italiana (-0,8%). Il maggior numero di imprese attive è a Bologna (21,3% del totale regionale, pari a 87.888 aziende), seguita da Modena (16,3%, 67.188 imprese), Reggio Emilia (12,2%, 50.502 imprese), Parma (10,1%, 41.542 imprese), Forlì-Cesena (9,1%, 37.556 imprese), Rimini (9,1%, 37.468 imprese), Ravenna (8,3%, 34.374 imprese) e Ferrara (7,1%, 29.417 imprese). La quota più contenuta è a Piacenza (6,5%, 26.629 imprese).

Allo stesso tempo, alcuni indicatori suggeriscono attenzione: l’incremento della quota di imprese a rischio e il saldo demografico negativo indicano un contesto in cui la resilienza dipende sempre più dalla capacità delle imprese di preservare equilibrio finanziario, continuità operativa e competitività in uno scenario economico caratterizzato da elementi di incertezza. La regione continua a distinguersi per la qualità e la diversificazione della propria base produttiva, con un forte peso del commercio, delle costruzioni e dell’agricoltura.