Osservatorio nazionale sull’obesità: il Ministero della Salute lancia iniziativa per prevenzione e cura

Il Ministero della Salute lancia un osservatorio nazionale sull’obesità per prevenzione e cura.

Osservatorio nazionale sull’obesità, Ministero della Salute, prevenzione e cura, scuola, salute pubblica
Osservatorio nazionale sull’obesità, Ministero della Salute, prevenzione e cura, scuola, salute pubblica

Il Ministero della Salute ha lanciato un osservatorio nazionale sull’obesità, con l’obiettivo di affrontare una malattia che colpisce sempre più giovani. L’Osservatorio, denominato OSO, è stato istituito con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 luglio 2026. L’iniziativa nasce da una legge approvata nel 2025, che ha riconosciuto l’obesità come “malattia progressiva e recidivante”. L’obiettivo è creare una struttura dedicata a monitorare, prevenire e curare l’obesità, con un focus particolare sulle giovani generazioni.

Un’azione congiunta tra scuola e sanità

La scuola è considerata un luogo chiave per la formazione di abitudini alimentari e per la prevenzione. Il Ministero della Salute ha incluso nel decreto la collaborazione con la scuola, attraverso la Direzione generale dei Corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema. L’Osservatorio, che si chiama OSO, è stato creato per mettere insieme esperti, istituzioni e società scientifiche per affrontare un problema che coinvolge non solo la salute, ma anche la formazione e le politiche pubbliche.

Struttura e finanziamenti

L’OSO è un organismo articolato, con quattro rappresentanti scelti direttamente dal Ministro della Salute e due per ciascuna delle sette Direzioni generali del Ministero. Tra queste, la Direzione della Prevenzione sanitaria, la Direzione della Programmazione sanitaria e la Direzione della comunicazione. Le Regioni avranno sei rappresentanti, divisi per area geografica, per garantire una gestione equilibrata delle differenze territoriali. L’Osservatorio lavorerà senza costi aggiuntivi per lo Stato, utilizzando strutture esistenti. I finanziamenti previsti per il 2025 sono di 700mila euro, per il 2026 di 800mila e, a partire dal 2027, 1,2 milioni all’anno.

La segreteria scientifica è garantita dall’Istituto Superiore di Sanità, mentre il coordinamento è affidato a Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero. L’Osservatorio dovrà dotarsi di un regolamento e scegliere un segretario tra i funzionari del Ministero. Il lavoro inizierà con la prima riunione, con l’obiettivo di creare un programma nazionale di prevenzione e cura dell’obesità.

Partecipazione di società scientifiche e istituzioni

Il decreto prevede la partecipazione di 25 società scientifiche, tra cui la Società italiana dell’obesità (Sio), la Società italiana di pediatria (Sip), l’Associazione italiana di dietetica e nutrizione (Adi) e la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi). Siederanno anche l’Agenas, l’Istituto Superiore di Sanità, il Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale e il Ministero dell’Istruzione e del Merito. La presenza del Ministero dell’Istruzione non è casuale: la scuola è il luogo dove si formano le abitudini alimentari e dove si può fare prevenzione. L’Osservatorio avrà tre compiti principali: contribuire alla redazione del programma nazionale di prevenzione e cura dell’obesità, verificare che le Regioni e le Province autonome attuino gli obiettivi previsti e monitorare, studiare e diffondere stili di vita corretti. L’obiettivo è creare un sistema integrato che coinvolga medici, nutrizionisti, psicologi e pediatri, con l’obiettivo di affrontare un problema che, in Italia, è tra i più diffusi d’Europa.