Salesforce mira a 1 miliardo di agenti AI persistenti entro fine 2025

Salesforce punta a 1 miliardo di agenti AI persistenti entro fine 2025, con impatto su produttività e sicurezza crypto.

Salesforce lancia un piano per 1 miliardo di agenti AI persistenti, con focus su sicurezza e produttività
Salesforce lancia un piano per 1 miliardo di agenti AI persistenti, con focus su sicurezza e produttività

Entro la fine del 2025, Salesforce mira a distribuire un miliardo di agenti AI persistenti, un obiettivo che segna un passo significativo nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo aziendale. Questa iniziativa, annunciata in un articolo del 29 luglio 2026, rappresenta un cambiamento di paradigma nel modo in cui le aziende utilizzano la tecnologia per migliorare la produttività e la gestione operativa. L’obiettivo è parte di una tendenza più ampia, guidata da figure come Sam Altman, CEO di OpenAI, che ha delineato la terza ondata dell’AI, caratterizzata da agenti autonomi in grado di gestire compiti complessi senza supervisione continua.

La terza ondata dell’AI: agenti autonomi e persistenti

Secondo Altman, la terza ondata dell’intelligenza artificiale si distingue per la capacità degli agenti di agire come “colleghi digitali”, prendendo l’iniziativa e gestendo workflow complessi in modo indipendente. Questi sistemi non si limitano a rispondere a prompt, ma operano autonomamente, mantenendo il contesto anche quando l’utente si disconnette. L’evoluzione dell’AI si articola in tre fasi: la prima era predittiva, con algoritmi di raccomandazione e filtri antispam; la seconda era generativa, come l’era di ChatGPT, in grado di creare testi, immagini e codice; la terza, invece, è agentica, con sistemi che eseguono processi multi-step senza supervisione umana.

Impatto su produttività e mercati finanziari

La diffusione di agenti AI persistenti potrebbe rivoluzionare i modelli operativi delle aziende, aumentando la produttività e la leva operativa. Per gli investitori, il segnale reale non è legato a un singolo prodotto, ma al cambiamento di paradigma nel modo in cui le aziende pensano al personale e alla gestione delle operazioni. Il momento di svolta arriverà quando le società inizieranno a segnalare nei loro earning call i guadagni di produttività derivanti dagli agenti AI. Questo segnale sarà cruciale per confermare l’arrivo della terza ondata. La transizione da visione a realtà sta già trovando riscontro in piani aziendali concreti, con un potenziale impatto dirompente sui modelli operativi e sui mercati finanziari. L’obiettivo di Salesforce di distribuire un miliardo di agenti “Agentforce” entro la fine del 2025 è un esempio lampante di questa tendenza. Questo sforzo massiccio sottolinea l’impegno delle grandi imprese nell’integrare l’AI agentica per scalare le operazioni e migliorare l’efficienza aziendale.

Sicurezza crypto e infrastruttura digitale

L’ascesa degli agenti autonomi crea nuove esigenze e opportunità, specialmente nell’ecosistema crypto, dove la sicurezza e l’identità digitale sono fondamentali. Per il mercato crypto, agenti AI persistenti in grado di gestire portafogli, eseguire trade o interagire con protocolli DeFi in autonomia avranno bisogno di meccanismi robusti di identità, autorizzazione e audit. Per questo motivo, OpenAI, in partnership con Paradigm, ha lanciato EVMbench, un benchmark progettato per valutare la capacità dell’AI di proteggere gli smart contract crypto.

EVMbench mira a affrontare le vulnerabilità di sicurezza che causano la perdita di miliardi di dollari ogni anno a causa di exploit e bug. Questa mossa rappresenta un passo avanti nella protezione degli asset digitali, con implicazioni significative per l’infrastruttura e la compliance nel settore. L’intersezione tra agenti AI e strumenti di sicurezza crypto suggerisce che la tesi d’investimento più duratura non riguarda la scelta dei vincitori nella corsa agli agenti, ma l’identificazione di infrastrutture, sicurezza e compliance di qualità.