Auto europee riducono costi: Bmw taglia 8 mila posti, Porsche 5 mila e Aston Martin cerca il rilancio
Grandi marchi automobilistici europei riducono costi: Bmw taglia 8 mila posti, Porsche 5 mila e Aston Martin cerca il rilancio.

La pressione sui margini spinge i grandi marchi automobilistici europei a ridurre i costi: Bmw prepara uscite volontarie, Porsche amplia il piano di tagli mentre Aston Martin cerca il rilancio. La situazione si fa sempre più complessa per il settore, con un calo del 5,1% dei ricavi e una riduzione del 16,5% delle consegne. I gruppi tedeschi, tra cui Mercedes, Volkswagen e Audi, segnalano un peggioramento delle attese per il 2026, mentre anche la componentistica è sotto pressione con Bosch impegnata in una riduzione dell’organico.
Bmw taglia 8 mila posti con piano di contenimento dei costi
Bmw ha raggiunto un accordo con il consiglio di fabbrica per un programma di contenimento dei costi, anche se non ha confermato ufficialmente il numero complessivo degli esuberi. Il piano prevede uscite volontarie incentivate e potrebbe coinvolgere circa 8.000 dipendenti a livello globale. Le prime uscite dovrebbero partire da ottobre 2026 e proseguire fino alla fine del 2027, con l’obiettivo di generare dal 2028 risparmi annui per circa 1 miliardo di euro. L’intesa sui punti principali è stata raggiunta martedì, prima dell’incontro con i dipendenti a cui parteciperà anche l’amministratore delegato Milan Nedeljkovic.
Il piano di tagli arriva alla vigilia dei conti: domani la casa automobilistica tedesca presenterà i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026. Il recupero dei margini, però, arriva in un contesto difficile: i ricavi sono scesi del 5,1% a 17,23 miliardi di euro, le consegne sono diminuite del 16,5% a 122.306 vetture e la quota di modelli elettrici sulle vendite è calata dal 23,5% al 19,4%.
Porsche migliora i conti ma prosegue il piano di ristrutturazione
La casa di Stoccarda ha chiuso il primo semestre con un utile operativo di 1,35 miliardi di euro, in crescita del 33,9%, mentre il margine operativo è salito al 7,8% dal 5,5% grazie alla disciplina sui costi e a una strategia più orientata alla redditività che ai volumi. Porsche ha confermato il piano di riduzione dei costi, che prevede altri 5.000 posti eliminati entro il 2035, portando il totale a circa 9.400 posti di lavoro in meno su una forza lavoro di circa 42mila dipendenti.
La riduzione dell’organico avverà soprattutto attraverso il mancato reintegro dei pensionamenti: le uscite volontarie, più che con licenziamenti diretti. Il piano di risparmio coinvolge anche il costo del lavoro: Porsche rinvierà fino al 2035 il 3,5% degli aumenti salariali già concordati, mentre nel 2027 e 2028 i dirigenti rinunceranno a una parte degli incrementi previsti. Prevista anche una riduzione del bonus natalizio. Aston Martin riduce le perdite, ma il debito resta il nodo. Nel secondo trimestre il costruttore britannico ha ridotto la perdita operativa rettificata a 52 milioni di sterline, rispetto ai 57 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il miglioramento è arrivato grazie alla crescita dei ricavi, aumentati del 62% a 358,2 milioni di sterline, ai volumi wholesale in crescita del 43% e al contributo della nuova supercar ibrida plug-in Valhalla.
Nel primo semestre Aston Martin ha consegnato oltre 220 unità del modello speciale, contribuendo al miglioramento del mix prodotto. Il margine lordo è salito al 33,1% dal 27,8%, mentre nel semestre la perdita operativa rettificata si è ridotta del 10% a 108,9 milioni di sterline. Restano però le difficoltà finanziarie. La perdita ante imposte del trimestre è salita a 88,7 milioni di sterline dai 61,2 milioni di un anno prima, mentre la perdita netta ha raggiunto 90,1 milioni di sterline.
