La Scuola di Fondazione Barilla forma i cuochi del futuro da situazioni di fragilità
La Scuola di Fondazione Barilla forma i cuochi del futuro da situazioni di fragilità, con dieci giovani under 30 in uscita nel 2026.

Un percorso di formazione per chi ha bisogno di opportunità
La Scuola di Fondazione Barilla, nata nel 2023, ha formato 53 ragazzi e ragazze in quattro anni, accompagnandoli verso un lavoro nel settore della ristorazione. Nell’edizione 2026, dieci giovani under 30, provenienti da situazioni di fragilità economica e sociale, hanno concluso il loro percorso formativo. Tra di loro c’è Oualid, 18 anni, il più giovane della classe, e Antonio, 30 anni, arrivato in Italia attraverso il sistema di accoglienza SAI. La formazione è gratuita e si svolge a Parma, nella sede di Academia Barilla, con un programma che unisce tecnica culinaria, cultura del cibo e sostenibilità ambientale. La Scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un’occasione per riscattarsi. I partecipanti, selezionati attraverso collaborazioni con organizzazioni sociali e aziende, ricevono supporto completo, dalla formazione iniziale allo stage retribuito. L’obiettivo è creare una rete di professionisti consapevoli, in grado di trasformare il settore dall’interno.
Storie di riscatto e passione per la cucina
Tra i giovani formati, Mattia, 18 anni, ha scoperto la cucina grazie a un tirocinio in un ristorante gestito da una cooperativa sociale. «Ho trovato un ambiente stimolante, dove imparare tecniche nuove ma anche comprendere meglio il valore del cibo, della sostenibilità e del lavoro di squadra», racconta. Giuseppe, 27 anni, arriva dalla Calabria e ha scelto la cucina come strada di futuro. «La cucina, che amo fin da bambino, è diventata per me una strada di futuro», dice. Oualid, 18 anni, di origini marocchine, sogna di crescere professionalmente nella ristorazione. «Voglio sviluppare competenze professionali che mi permettano di crescere nel settore della cucina», spiega.
La formazione è uno strumento fondamentale per costruire nuove opportunità professionali. Antonio, 30 anni, ha scelto di investire sulla sua passione per la cucina dopo aver vissuto attraverso il sistema di accoglienza SAI. «La formazione è uno strumento fondamentale per costruire nuove opportunità professionali», racconta. La Scuola di Fondazione Barilla ha dimostrato che il talento può emergere in ogni contesto, se accompagnato da opportunità formative di qualità.
Un’esperienza formativa completa e inclusiva
Il percorso formativo alterna lezioni teoriche, pratica quotidiana in cucina, laboratori e incontri con professionisti del settore. La parte didattica è costruita con il contributo del comitato scientifico di Fondazione Barilla e con l’apporto del professor Riccardo Valentini, docente di Ecologia all’Università della Tuscia. Gli studenti partecipano anche a masterclass e visite didattiche in realtà di eccellenza, tra cui il laboratorio di gelateria Ciacco a Milano e la trattoria I Due Platani di Parma. «Formare un cuoco oggi significa trasmettere competenze tecniche, ma anche consapevolezza, capacità di lavorare in gruppo e attenzione al valore delle materie prime», spiega lo chef Alberto Gipponi, direttore didattico della Scuola.
La Scuola di Fondazione Barilla si propone come un modello di inclusione sociale. Attraverso la loro esperienza nelle cucine di ristoranti e gastronomie in tutta Italia, i giovani cuochi formati potranno diffondere pratiche responsabili e contribuire a trasformare il settore dall’interno. Dietro ogni piatto non ci sono soltanto ingredienti e tecniche, ma persone, storie e possibilità.
Un progetto che guarda al futuro
La Scuola di Fondazione Barilla ha formato 53 giovani in quattro anni, costruendo una rete di collaborazione tra organizzazioni sociali, aziende e professionisti della ristorazione. Tra i partner che accompagnano il progetto ci sono realtà come Esselunga e Fondazione Megamark, insieme alla Croce Rossa Italiana, che contribuisce all’individuazione dei candidati attraverso la propria rete territoriale. «La Scuola nasce dalla convinzione che il talento e la motivazione possano emergere in ogni contesto, se accompagnati da opportunità formative di qualità», spiega Matteo Pauri, direttore di Fondazione Barilla. La sfida della Scuola è dimostrare che la formazione può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale.
