Cellulari nascosti negli slip e droga sequestrata: blitz al carcere di Secondigliano
Blitz al carcere di Secondigliano: sequestrati cellulari, droga e strumenti di spaccio.

Il carcere di Secondigliano, a Napoli, ha visto scattare un’operazione di polizia penitenziaria che ha portato alla luce un’ampia quantità di oggetti vietati, tra cui cellulari nascosti negli slip e sostanze stupefacenti. L’azione, condotta in data 29 luglio 2026, ha visto sequestrare otto dispositivi elettronici, cocaina, hashish e un bilancino di precisione, utilizzato per il traffico di droga all’interno dell’istituto. L’operazione ha messo in luce la creatività dei detenuti nel tentativo di eludere i controlli, ma anche la determinazione degli agenti nel garantire la sicurezza delle strutture penitenziarie.
Strategie raffinate per introdurre droga e comunicazione
La complessità del controllo ha visto alcuni detenuti utilizzare mezzi estremamente ingegnosi per introdurre dispositivi vietati. Due smartphone, ad esempio, sono stati nascosti direttamente negli slip, dimostrando come la tecnologia e la creatività possano superare le barriere fisiche. La Polizia Penitenziaria ha sottolineato come la situazione sia diventata una vera e propria guerra quotidiana. Gli agenti, pur fronteggiando una carenza di organico aggravata dal piano ferie estivo, continuano a mantenere l’ordine con spirito di sacrificio.
Un appello per tecnologie avanzate e maggiore sicurezza
I sindacati dell’Uspp, tra cui Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, hanno espresso vivissimi complimenti per l’operatività degli agenti, ma hanno anche lanciato un appello urgente per l’adozione di tecnologie all’avanguardia. Chiedono l’installazione di jammer e sistemi anti-drone per contrastare i traffici e la criminalità organizzata. Secondo i sindacati, lo sforzo umano non basta più e serve un intervento strutturale per garantire la sicurezza del carcere e del personale.
Un sequestro che svela la complessità del controllo penitenziario
La busta rinvenuta contenente polvere bianca è attualmente all’esame della Polizia Scientifica per gli accertamenti di rito. L’operazione ha messo in luce la difficoltà nel contrastare la diffusione di strumenti di comunicazione e droga all’interno delle celle. La Polizia Penitenziaria ha dimostrato una capacità operativa elevata, ma i rischi restano elevati. L’uso di tecnologie avanzate, come i sistemi anti-drone e i dispositivi per inibire i segnali, potrebbe rappresentare una soluzione necessaria per migliorare la sicurezza.
- Sequestrati otto dispositivi elettronici, tra cui smartphone e micro-cellulari.
- Sequestrata cocaina, hashish e un bilancino di precisione.
- Due cellulari nascosti negli slip di detenuti.
- Chiesti jammer e sistemi anti-drone per migliorare la sicurezza.
La situazione al carcere di Secondigliano rappresenta un caso emblematico della sfida quotidiana tra polizia penitenziaria e criminalità organizzata. L’operazione ha evidenziato la necessità di un intervento strutturale per contrastare i flussi illegali e garantire un ambiente carcerario sicuro e legale. La Polizia Penitenziaria continua a svolgere un lavoro estenuante, ma la tecnologia potrebbe diventare un alleato indispensabile.
