Eligio Pontiggia, il libraio che portò il mondo a Varese, è morto

Eligio Pontiggia, icona della cultura varesina, è deceduto. La sua libreria era tra le migliori d’Italia.

Un uomo legge in una libreria storica a Varese, con scaffali pieni di libri e un ambiente calmo e accogliente
Un uomo legge in una libreria storica a Varese, con scaffali pieni di libri e un ambiente calmo e accogliente

Eligio Pontiggia, il libraio che portò il mondo in corso Aldo Moro a Varese, è morto. L’ultimo titolare della storica libreria di famiglia, ceduta a Feltrinelli nel gennaio 2008, ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nella vita della città. La sua libreria era considerata tra le migliori d’Italia, un luogo dove si respirava la passione per i libri e si incontravano intellettuali e artisti. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, ma anche la memoria di un uomo che dedicò la vita alla cultura.

Un’eredità di libri e di persone

La libreria di Pontiggia, gestita per oltre un secolo dalla famiglia, era un punto di riferimento per chi amava la lettura. Il negozio, trasferito nel corso Aldo Moro nel 1979, accolse personaggi come Piero Chiara, Dante Isella, Guido Morselli, Renato Guttuso, Giuseppe Pederiali, Andrea Vitali, Marta Morazzoni e anche Giovanni Spadolini. Un salotto culturale che univa arte, letteratura e pensiero. L’atmosfera era calma, il servizio personale, e ogni libro aveva un valore non solo librario, ma anche umano.

Un’arte di gestire i libri

Eligio Pontiggia non si limitò a vendere libri: si dedicò a creare un’esperienza unica. La sua libreria aveva una schedatura di 400mila voci, che cresceva di 20-24mila all’anno. Un lavoro di precisione e passione, che lo distingueva da altri commercianti. La sua scelta di non delegare la gestione al sistema automatico, ma di mantenere un contatto diretto con i clienti, lo rendeva unico. La sua frase «Io ero un artigiano, adesso c’è l’industria» sintetizza il suo rapporto con il mondo dei libri. La famiglia Pontiggia, radicata a Varese, aveva un ruolo centrale nella gestione del negozio. Il nonno Marco, il padre Antonio e la madre Elsa Minola Cattaneo, figlia di un avvocato varesino, contribuirono a plasmare l’identità della libreria. La madre, in particolare, fu vista come una figura chiave che introdusse un cambio di velocità nel negozio, con decisioni severe ma mirate. Eligio entrò in società con il padre nel 1964 e divenne titolare nel 1982.

Un passato che non si è mai perso

La cessione della libreria a Feltrinelli nel 2008 fu un momento cruciale. Eligio spiegò che il servizio offerto un tempo non era più sostenibile sui costi e che era cambiato il rapporto con i clienti, sempre più abituati a scegliere da soli. Ma sul mantenimento della qualità non transigeva. «Chiudere la libreria mi sembrava una vigliaccata nei confronti della mia Varese – disse a VareseNews il giorno del passaggio – e quindi non potevo permettere che qui entrasse un qualunque mutandaio. Questa doveva rimanere una libreria e io ho scelto i migliori.»

La sua eredità vive nei ricordi di chi ha frequentato la libreria, nei libri che ha scelto e nelle persone che ha incontrato. Eligio Pontiggia non è solo un nome, ma un simbolo di una cultura varesina radicata e vivace. La sua scomparsa è un lutto, ma anche un invito a non dimenticare il valore dei libri e della passione che li ha resi un punto di riferimento per tanti anni.