Brescia Calcio, il Tribunale dichiara insolvente. Cellino valuta ricorso
Tribunale dichiara insolvenza del Brescia Calcio. Cellino valuta ricorso per fallimento.

Il Tribunale dichiara insolvenza del Brescia Calcio
Il Tribunale di Brescia ha stabilito che la società calcistica non è più in grado di far fronte ai propri debiti e non soddisfa i requisiti per accedere a strumenti alternativi di risanamento. La sentenza, che ha concluso la procedura di liquidazione giudiziale, ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal club per la composizione della crisi, definendolo tardivo e privo dei presupposti necessari. La decisione ha sancito la fine dell’esperienza del Brescia Calcio sotto la gestione di Massimo Cellino, iniziata nel 2017. La società non ha presentato un piano di risanamento reale, né elementi sufficienti per dimostrare buona fede.
La situazione economica del club è critica
Secondo la sentenza, la società ha un debito totale superiore ai 21,3 milioni di euro, interamente scaduti, a fronte di disponibilità liquide per poco più di 134 mila euro. Il patrimonio netto è negativo di oltre 16,7 milioni, con perdite superiori a 23 milioni di euro. La situazione è aggravata da crediti non incassati, tra cui quelli legati al contributo di solidarietà Fifa per il trasferimento di Sandro Tonali. Questi crediti, stimati in circa 4 milioni di euro, potrebbero aver contribuito al soddisfacimento dei creditori, ma la liquidazione giudiziale ne ha reso impossibile l’utilizzo.
La procedura concorsuale vedrà il contributo Fifa destinato ai creditori privilegiati, tra cui ex tesserati e dipendenti. La sentenza ha anche richiamato un patrimonio netto negativo e perdite elevate, che hanno contribuito a definire la situazione economica particolarmente critica.
Cellino valuta il ricorso per impugnare la sentenza
Massimo Cellino, ex presidente del Brescia Calcio, ha espresso la sua intenzione di valutare l’ipotesi di ricorso davanti alla Corte d’Appello. L’ex presidente sostiene che siano stati commessi errori di interpretazione e di comunicazione nella procedura e ritiene che il fallimento penalizzi gli stessi creditori, riducendo la possibilità di valorizzare alcuni crediti rilevanti. Tra questi, il contributo Fifa e il risarcimento civile per crediti fiscali inesistenti, che Cellino spera di ottenere in un’altra fase del processo. Cellino ritiene che il fallimento non permetta di valorizzare al meglio i crediti rilevanti per la società. Gli ultimi tentativi messi in campo dall’imprenditore, come la riattivazione della storica matricola federale e l’iscrizione di una formazione Under 16 al campionato provinciale, non sono bastati a evitare la chiusura definitiva dell’esperienza del Brescia Calcio sotto la sua gestione.
La fine di un’era e l’ascesa di un nuovo progetto
La decisione del Tribunale segna la fine di un’era per il Brescia Calcio, che ha visto la gestione di Cellino finire con un rosso da 23 milioni di euro. Il testimone del calcio professionistico è ormai passato al progetto Union Brescia, che punta a rilanciare la squadra in un contesto diverso. La liquidazione giudiziale ha reso definitiva la chiusura dell’esperienza di Cellino al club. La procedura concorsuale proseguirà con priorità ai creditori privilegiati, mentre il club dovrà riallinearsi con nuove strategie e finanziamenti per poter ripartire.
