Bologna, gli addii dorati dopo la Champions. I calciatori che hanno segnato la scalata al tesoro
Bologna chiude l’epoca Champions con addii di valore. Calafiori, Zirkzee e Castro tra i top transfer.

Il Bologna ha chiuso l’epoca della Champions League con un’operazione di addii che ha segnato la scalata al tesoro. Dopo la storica impresa del 2024, il club ha venduto una serie di calciatori a cifre elevate, contribuendo a un incasso complessivo che tocca i 200 milioni di euro. Tra i protagonisti, nomi come Calafiori, Zirkzee e Castro, che hanno lasciato il club in cambio di cifre di valore. La stagione che ha visto il Bologna raggiungere la Champions si chiude con un bilancio finanziario positivo, ma anche con un’altra scommessa da vincere.
Calafiori, Zirkzee e Castro: i top transfer del Bologna
Calafiori è stato venduto a 43 milioni di euro, con una parte destinata al Basilea e una piccola quota alla Roma. Zirkzee, invece, ha visto un incasso di 42 milioni, con poco più della metà entrata nelle casse rossoblù. Castro, ceduto alla Roma, ha portato al club un assegno complessivo di 40 milioni. Questi trasferimenti hanno rappresentato un’importante fonte di ricavi per il club. La vendita di questi calciatori ha permesso al Bologna di raggiungere un incasso complessivo di circa 200 milioni di euro.
Chi resta e chi se ne va
Il Bologna ha visto andare via una serie di calciatori chiave, ma alcuni restano a Casteldebole. Tra i superstiti, si contano nomi come Skorupski, De Silvestri, Ferguson, Moro, El Azzouzi e Odgaard. Alcuni, come Karlsson, sono stati messi da parte, mentre Lucumi, formalmente ancora rossoblù, è già praticamente certo di lasciare il club. La squadra si prepara a un nuovo ciclo, con l’obiettivo di mantenere la competitività e la sostenibilità finanziaria.
Restano fuori dal conto i prestiti non riscattati e i rossoblù in scadenza di contratto: Saelemaekers, Kristiansen, Freuler e Lykogiannis. La lista dei cavalieri rossoblù che fecero l’impresa e che nel frattempo hanno levato le tende, nella maggior parte dei casi venduti, a peso d’oro, non si può snocciolare senza un pizzico di magone. Tra di loro, Ravaglia, Posch, Beukema, Calafiori, Kristiansen, Lykogiannis, Fabbian, Freuler, Saelemaekers, Aebischer, Urbanski, Ndoye, Zirkzee e Castro. Il Bologna ha sacrificato il sogno sull’altare della sostenibilità finanziaria, ma ha dimostrato di sapere gestire il passaggio da un’epoca di grandi ambizioni a un’era di equilibrio economico.
Il club ha anche visto andare via Santiago Castro, che fu una figura tecnicamente marginale della cavalcata rossoblù verso la Champions. Acquistato dal Velez e approdato sotto le Due Torri a metà febbraio, fece in tempo ad assaggiare la serie A (8 presenze) lasciandovi l’impronta del gol alla Juve, in quel 20 maggio 2024 in cui al Dall’Ara un 3-0 agli invisi bianconeri in un battito d’ali si tramutò in un 3-3 foriero di sospetti. Castro ha contribuito in modo decisivo alla scalata al tesoro.
