Sisma di magnitudo 7 in Giappone: crolli, feriti e evacuazioni nel sud-ovest

Sisma di magnitudo 7 in Giappone: crolli, feriti e evacuazioni nel sud-ovest

Sisma di magnitudo 7 nel sud-ovest del Giappone, crolli di mura e castello, evacuazioni e feriti
Sisma di magnitudo 7 nel sud-ovest del Giappone, crolli di mura e castello, evacuazioni e feriti

Un terremoto di magnitudo 7 scuote il sud-ovest del Giappone

Un violento sisma di magnitudo 7 ha colpito la prefettura di Kumamoto il 29 luglio 2026, causando crolli di strutture, incendi e danni alle abitazioni. La scossa principale, registrata alle 16,27 ora locale, ha raggiunto il livello massimo 7 della scala sismica giapponese, il più elevato dal terremoto della penisola di Noto del 2024. La profondità del sisma è stata di 16 chilometri, un dato che ha contribuito a amplificare l’impatto sul territorio. La terra ha continuato a tremare con numerose repliche, tra cui una di magnitudo 6.1, che ha ulteriormente complicato la situazione.

La popolazione è stata invitata a raggiungere i centri di evacuazione, con circa 300mila persone che hanno seguito le indicazioni delle autorità. L’allerta tsunami, diramata subito dopo il sisma, è stata revocata poche ore più tardi, ma la popolazione è rimasta in allerta per le possibili repliche. L’Agenzia meteorologica giapponese ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione nei prossimi giorni, con il rischio di nuove scosse di forte intensità.

Disastro a Kumamoto: crolli e feriti in diverse zone

La situazione più critica si è registrata a Kumamoto, dove il terremoto ha causato il crollo di parte delle mura dello storico castello e ha provocato incendi in diverse aree. Tra le macerie si cercano ancora tra 20 e 30 persone, tra cui alcuni dispersi in una cartiera di Yatsushiro, dove è crollata una ciminiera. Un’esplosione avvenuta dopo l’evacuazione ha causato il crollo del secondo piano dell’Aeon Mall di Kashima, un’area dove i soccorritori sono impegnati in operazioni di salvataggio.

Le Forze di autodifesa sono state mobilitate per aiutare i cittadini, con circa 3.600 militari che hanno partecipato alle operazioni di soccorso. Il terremoto ha anche causato il deragliamento di un treno merci, senza però ferire nessuno. L’aeroporto di Kumamoto è stato chiuso per alcune ore, ma ha ripreso l’attività dopo la scossa principale. La linea ferroviaria ad alta velocità Kyushu Shinkansen è stata sospesa, con un impatto sul trasporto regionale.

Un rischio sismico che non si spegne

Il Giappone, situato lungo la “Cintura di fuoco” del Pacifico, è uno dei Paesi più esposti al rischio sismico. Il terremoto del 29 luglio 2026 è legato a un tratto della faglia di Hinagu rimasto inattivo durante i terremoti del 2016, quando due violente scosse provocarono 273 vittime. La premier Sanae Takaichi ha assicurato il massimo impegno del governo, indicando come priorità la salvaguardia delle vite umane. Il Giappone ricorda il disastro del 2011, che causò quasi 18.500 vittime e il disastro nucleare di Fukushima. Nonostante le misure di sicurezza, il rischio sismico rimane un problema costante, con la popolazione che deve continuare a vivere in condizioni di allerta. La scossa del 29 luglio 2026 è un altro episodio che conferma la fragilità del territorio e la necessità di preparazione continua.