Moglie di Roggero chiede grazia a Mattarella, Salvini sostiene la clemenza
La moglie di Mario Roggero chiede al presidente Mattarella un atto di clemenza. Salvini visita il carcerato a Bollate e sostiene la candidatura alle elezioni.

La moglie di Mario Roggero ha presentato una richiesta formale di grazia al presidente della Repubblica, chiedendo un gesto di clemenza e umanità nei confronti del marito. La comunicazione arriva mentre il caso dell’82enne continua a sollevare dibattiti politici e costituzionali. Salvini sostiene che Roggero sia vittima di un’ingiusta aggressione e meritevole di considerazione da parte delle istituzioni.
Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, ha visitato Roggero nel carcere di Bollate per oltre un’ora e mezza, come riferisce askanews. Durante l’incontro, Salvini ha ribadito il proprio impegno a favore del detenuto, sottolineando che la Lega prosegue su ogni fronte il sostegno al caso. Salvini ha descritto Roggero come “un nonno, un padre e un marito di 82 anni oggi in carcere”, evidenziando l’elemento personale della vicenda al di là delle questioni legali.
La posizione di Salvini su grazia e legittima difesa
Uscendo dalla struttura penitenziaria, Salvini ha ribadito che la moglie di Roggero “ha fatto bene” a chiedere la grazia e che questa può “essere presa in considerazione liberamente dal presidente della Repubblica nei tempi e nei modi che vorrà”. Il leader leghista, secondo askanews, ha aggiunto: “Io vado avanti per la mia strada” e ha dichiarato che sarebbe “orgoglioso di candidarlo a rappresentare gli italiani”, sottolineando così la fiducia riposta nel personaggio.
Nel contempo, Salvini ha affrontato il tema più ampio della legittima difesa, proponendo di “ampliare il perimetro della legittima difesa all’esterno delle case”. La proposta mira a estendere la protezione legale oltre i confini domestici, una tematica che Salvini ritiene connessa al caso Roggero e alle modalità con cui i cittadini possono difendersi.
Roggero stesso, durante il colloquio in carcere, ha evidenziato il precedente rappresentato dalle grazie concesse dal capo dello Stato, dicendo: “Mattarella ha graziato uno scafista e la Minetti, si metta una mano sulla coscienza”. Il riferimento ai precedenti di clemenza presidenziale costituisce un argomento centrale nella difesa della sua posizione.

Il dibattito politico e la risposta dell’opposizione
Dalla parte del governo, Meloni ha postato un messaggio dopo le polemiche scaturite dal caso, scrivendo: “mi aggredisci e mi difendo”. Il messaggio riflette la linea della maggioranza nel sottolineare l’elemento dell’autodifesa come principio fondamentale. Nel frattempo, l’opposizione ha denunciato che il limite è stato “superato”, accusando la destra di aver oltrepassato il confine dell’opportunità politico-istituzionale nel modo di affrontare il caso.
Salvini, nel presentare la sua visita e il suo sostegno, ha cercato di neutralizzare le critiche sottolineando che Roggero “non è una mente criminale” e che la sua è una questione di principio sulla legittima difesa, non un tentativo di screditare la magistratura. Tuttavia, la comunicazione politica attorno al caso ha generato tensioni nel dibattito pubblico.
La richiesta di grazia della moglie rappresenta un passaggio formale di rilievo, sebbene la decisione finale rimanga interamente nelle mani del presidente della Repubblica. Intanto, la Lega continua a mobilitarsi su più fronti per sostenere il detenuto, trasformando il caso in una bandiera politica sulla difesa e i diritti dei cittadini.
