Batteria difettosa, si può restituire l’auto elettrica? Il caso tedesco

Un caso tedesco potrebbe aprire la strada al rimborso per auto elettriche con batteria difettosa.

Un caso in Germania potrebbe aprire nuove possibilità per i proprietari di auto elettriche con batterie difettose. Il Tribunale regionale di Offenburg, con un atto del 16 ottobre 2026, ha indicato una possibile base giuridica per la domanda di restituzione di una Cupra Born, a causa di un difetto nella batteria. La sentenza si basa sull’articolo 37 del regolamento UE 2023/988 e potrebbe influenzare il diritto dei consumatori in tutta l’Unione europea.

Le condizioni per il rimborso

Secondo il regolamento UE 2023/988, l’operatore economico responsabile di un richiamo per motivi di sicurezza deve offrire al consumatore un rimedio efficace, gratuito e tempestivo. Di regola, l’operatore mette a disposizione almeno due opzioni: la riparazione, la sostituzione con un prodotto sicuro dello stesso tipo e di valore e qualità almeno equivalenti, o il rimborso. Se il rimborso è riconosciuto, l’importo deve essere almeno pari a quanto il consumatore ha effettivamente pagato. Per applicare la novità a una vendita, è necessario verificare la disciplina temporale del contratto e il titolo dell’intervento. Per un’auto richiamata, contano la data fissata per l’intervento, la durata di eventuali limitazioni d’uso e la capacità della misura adottata di eliminare il rischio. Inoltre, l’articolo 51 del regolamento contiene una disciplina transitoria per i prodotti già immessi sul mercato prima di una data specifica e conformi alla precedente direttiva.

Precedenti e impatto in Italia

Il caso è seguito con attenzione in Europa, in quanto potrebbe costituire un precedente per i proprietari di auto elettriche coinvolte in richiami simili. In Italia, il tema potrebbe interessare come interpretazione di una norma europea comune, in particolare se chiarisse quando il responsabile della campagna può essere chiamato a rimborsare il prezzo del veicolo. Il decreto legislativo 176 del 2026 ha esteso il periodo di responsabilità del venditore di dodici mesi quando la riparazione è il rimedio adottato per ripristinare la conformità. Per applicare questa novità, è necessario verificare la disciplina temporale del contratto e il titolo dell’intervento. Questo potrebbe influenzare le strategie delle case automobilistiche, che dovranno gestire sia diagnosi, aggiornamenti e sostituzioni di moduli, sia restituzioni e rimborsi.

Il caso in questione riguarda una Cupra Born immatricolata nel 2023, che ha subito un richiamo per moduli della batteria ad alta tensione potenzialmente difettosi. La proprietaria ha citato sia il concessionario che il costruttore, chiedendo la restituzione del veicolo. Il Tribunale di Offenburg ha indicato che l’articolo 37 potrebbe costituire una base giuridica per la sua domanda. Altri giudici tedeschi hanno già disposto la restituzione di auto con problemi alla batteria. Secondo lo studio che ha patrocinato le cause, il 30 luglio 2026 il Tribunale regionale di Stoccarda si è pronunciato a favore di due acquirenti di Mercedes EQA, fra cui il titolare di un acquisto finanziato. Il 4 settembre, a Dortmund, un giudice ha disposto il pagamento di 37.843,35 euro contro la restituzione di una Mercedes EQA 250+, considerando il concreto rischio d’incendio un difetto del bene.

A Regensburg, il 27 luglio, una sentenza in contumacia ha disposto la restituzione di una Ford Kuga plug-in hybrid e il pagamento di 34.980 euro, da cui detrarre 5.996,57 euro per l’uso del veicolo. Ford ha presentato opposizione e il procedimento è in corso. Il caso è seguito con attenzione in Europa perché, se questa posizione fosse confermata in sentenza, potrebbe costituire un precedente per i proprietari di auto elettriche coinvolte in richiami simili. Un’eventuale sentenza favorevole a Offenburg varrebbe per quella controversia.

La base giuridica per il rimborso è chiara e specifica. Il Tribunale ha indicato che l’articolo 37 del regolamento UE 2023/988 potrebbe costituire una base giuridica per la domanda di restituzione. La data di immatricolazione è un fattore chiave. La data di prima immatricolazione dell’auto precede di circa un anno il giorno da cui si applica il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti.