Il Festival Cerealia 2026 si chiude con un convegno sull’innovazione e la sostenibilità nella pastorizia siciliana
Il Festival Cerealia 2026 si conclude con un convegno sull’innovazione e la sostenibilità nella pastorizia siciliana.
Il Festival Cerealia 2026 si è concluso con un convegno organizzato presso l’Aula Magna “G.P. Ballatore” del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (SAAF) dell’Università degli Studi di Palermo, il 6 novembre 2026. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra il mondo della ricerca universitaria, i centri di ricerca, gli operatori della comunicazione, le realtà associative e le imprese, con l’obiettivo di approfondire le prospettive del settore pastorale, uno dei comparti più rappresentativi della storia agricola e dell’identità culturale della Sicilia.
La pastorizia come patrimonio culturale e ambientale
Ad aprire i lavori è stata Concetta Bruno, presidente di ComeUnaMarea APS e referente territoriale del Festival Cerealia, con una relazione dal titolo “La pastorizia come patrimonio culturale e ambientale: identità, biodiversità, sostenibilità e dialogo tra culture”. Il suo intervento ha posto l’accento sulla dimensione culturale e ambientale della pastorizia, da considerare non soltanto come attività economica, ma come espressione di una relazione millenaria tra uomo, animali e territorio. Un patrimonio di pratiche, conoscenze e tradizioni che continua a caratterizzare il paesaggio e le comunità rurali siciliane. Un interrogativo centrale per il futuro del comparto è stato affrontato da Massimo Todaro, professore ordinario del Dipartimento SAAF, con la relazione “Quale futuro per la pastorizia?”.
Innovazione e tecnologie digitali nel settore zootenico
Dopo aver analizzato le caratteristiche del settore e le problematiche geopolitiche che condizionano anche l’attività zootecnica, Todaro si è soffermato sulle condizioni necessarie per garantire la continuità delle aziende pastorali e favorire il coinvolgimento delle giovani generazioni. Tra le priorità individuate figurano l’innovazione dei processi produttivi, una maggiore disponibilità di terra e una razionalizzazione dell’organizzazione aziendale.
Elementi indispensabili per migliorare la competitività delle imprese, contenere i costi e rendere economicamente sostenibile il lavoro degli allevatori. Il tema dell’innovazione è stato approfondito da Pietro Catania, professore ordinario del Dipartimento SAAF, con una relazione sulle “Applicazioni di tecnologie digitali al settore zootecnico”. Le tecnologie digitali possono offrire nuove opportunità per il monitoraggio degli allevamenti, la gestione delle mandrie e dei greggi, il controllo dei processi produttivi e il miglioramento dell’efficienza aziendale. Strumenti che, se correttamente integrati nell’organizzazione delle imprese, possono contribuire a una gestione più razionale delle risorse e a una maggiore sostenibilità delle attività zootecniche.
Valorizzazione del latte d’asina e economia circolare
Particolarmente interessanti anche i contributi dei ricercatori del CoRFiLaC di Ragusa, il Consorzio per la Ricerca nel settore della Filiera Lattiero-Casearia. Stefania La Terra ha presentato il progetto COR.AS.HER. – Strategia d’innovazione e valorizzazione del latte di asina siciliano, iniziativa di ricerca e innovazione che vede il CoRFiLaC come ente capofila. Il progetto punta a valorizzare la filiera del latte d’asina, con particolare attenzione alla razza asinina autoctona Ragusana e alle altre realtà allevatoriali locali. Tra gli obiettivi figurano la definizione di un disciplinare di produzione, lo studio dei trattamenti termici per ottenere latte pastorizzato di qualità e la valutazione di alcune caratteristiche funzionali del prodotto, tra cui l’attività del lisozima e le proprietà antiossidanti. Un ulteriore ambito di ricerca riguarda le possibili applicazioni del latte d’asina nella formulazione di alimenti funzionali e prodotti a elevato valore nutrizionale.
Il progetto intende inoltre contribuire alla salvaguardia della razza Ragusana e alla valorizzazione del rapporto tra allevamento, pascoli e biodiversità vegetale del territorio siciliano. Un esempio concreto di come la ricerca possa trasformare un residuo di lavorazione in una nuova opportunità produttiva è stato presentato da Giovanni Marino, ricercatore del CoRFiLaC, che ha affrontato il tema dell’analisi sensoriale degli alimenti, soffermandosi anche su un’interessante applicazione dei principi dell’economia circolare: l’utilizzo della scotta, sottoprodotto della lavorazione casearia, per la produzione di birra. Una soluzione che consente di esplorare nuove possibilità di recupero e valorizzazione di una risorsa che, diversamente, potrebbe comportare costi di gestione e smaltimento.
Il valore della comunicazione nella promozione delle aree rurali è stato al centro dell’intervento, da remoto, di Marco Musso, CMO, Digital Strategist e Social Media Manager di JFM Communication, con la relazione “Coltivare storie, connettere futuri”, dedicata in particolare al territorio madonita. Il contributo ha evidenziato l’importanza di co
