Le anomalie del caso Yara Gambirasio e la difesa di Bossetti
La difesa di Bossetti solleva dubbi su prove del caso Yara Gambirasio. Nuove analisi non sono state accolte.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, solleva nuove contestazioni sulle prove che hanno portato alla sua condanna. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, richiedendo un riesame dei reperti biologici e della documentazione relativa al caso. La richiesta, tuttavia, è stata respinta, con i giudici che hanno ritenuto non nuovi e specifici gli elementi presentati. La difesa sostiene che le incongruenze riscontrate non siano state adeguatamente valutate.
Le incongruenze nei reperti
Al centro delle contestazioni c’è la traccia 31G20, il campione di sangue trovato sugli slip di Yara Gambirasio, dal quale è stato ricavato il profilo genetico di Ignoto 1, successivamente identificato con Bossetti. I difensori sostengono che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza del profilo da quel campione. Inoltre, segnalano una presunta incongruenza cronologica: un frammento degli indumenti sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente, come invece sarebbe accaduto.
La difesa ha anche sollevato dubbi sulla provenienza del DNA che ha incastrato Bossetti. Nonostante la richiesta di nuove analisi, i giudici hanno respinto la proposta, considerando le argomentazioni già affrontate nei precedenti processi. La valutazione effettuata non avrebbe tenuto conto dei contenuti specifici della richiesta. Nel ricorso vengono richiamate le incongruenze temporali e documentali riguardanti la traccia 31G20, la presunta presenza di liquido seminale umano sul giubbino e sulla felpa di Yara, le 54 provette contenenti materiale biologico attribuito a Ignoto 1 e un reperto pilifero non descritto nella documentazione medico-legale.
Le richieste di chiarimento
La difesa chiede di annullare l’ordinanza del 5 ottobre scorso e di rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione, verificando la documentazione cartacea, l’eventuale disponibilità del file digitale e l’utilità investigativa degli accertamenti. La richiesta alla Cassazione è di annullare l’ordinanza e rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione. I legali sostengono che la valutazione effettuata non avrebbe tenuto conto dei contenuti specifici della richiesta. La trasmissione Le Iene ha approfondito le contestazioni, raccogliendo le dichiarazioni dell’avvocato Salvagni, che ha ripercorso una serie di incongruenze che, secondo la difesa, hanno portato alla condanna del suo assistito.
Nella clip mostrata da Le Iene, sono state segnalate diverse anomalie anche sul corpo di Yara Gambirasio, oltre al grande giallo che riguarda il ritrovamento del suo cadavere con segni non riconducibili alla ricostruzione fatta dagli inquirenti. Dai dettagli emersi, l’impianto accusatorio ai danni di Bossetti, ad oggi, sembra scricchiolare. La difesa continua a sollevare dubbi su alcune delle prove che hanno portato alla sua condanna, ma le richieste di nuove analisi non sono state accolte.
