Se domani non torno: Paola Randi racconta la famiglia di Giulia Cecchettin

Paola Randi presenta al cinema “Se domani non torno”, un film che racconta la famiglia di Giulia Cecchettin e il dramma del femminicidio.

Se domani non torno: Paola Randi racconta la famiglia di Giulia Cecchettin
Se domani non torno: Paola Randi racconta la famiglia di Giulia Cecchettin

Il 18 novembre 2023, il corpo di Giulia Cecchettin, una giovane laureanda in Ingegneria biomedica, venne ritrovato in provincia di Pordenone. Lo stesso giorno, il suo ex fidanzato Filippo venne fermato in Germania. Il caso ha suscitato un forte dibattito sociale, soprattutto per l’ipotesi che il giovane abbia fatto del male a Giulia. A distanza di poco più di un anno, il film “Se domani non torno”, diretto da Paola Randi, arriva in sala il 5 novembre 2026, durante la 21ª Festa del Cinema di Roma. Il film non si limita a raccontare un fatto di cronaca, ma si concentra sulle conseguenze e sulle riflessioni che ne sono derivati, soprattutto per la famiglia di Giulia.

Un racconto che va oltre il dramma

Paola Randi, regista noto per il suo talento nel raccontare relazioni e sguardi giovanili, si confronta con un tema delicato e complesso: il femminicidio. Con “Se domani non torno”, si propone un’opera che non si limita a ricostruire gli eventi, ma cerca di comprendere l’impatto emotivo e sociale del dramma. La regista ha spiegato che il film nasce da un libro scritto da Gino Cecchettin, padre di Giulia, e che ha trovato la chiave per raccontare la storia con sensibilità e profondità.

La famiglia e il loro dolore

Il film segue la vita di Gino, Elena e Davide, i membri della famiglia di Giulia, che si trovano a fare i conti con l’assenza della figlia. La regista ha scelto di concentrarsi sulle loro emozioni, sui loro ricordi e sulle loro reazioni. La quotidianità di una famiglia unita e solida viene messa in contrasto con la tempesta emotiva che si abbatte su di loro. La famiglia, pur provata, non si abbandona al dolore, ma cerca di trovare un modo per reagire e per comprendere il senso del dramma.

La Randi ha spiegato che il film non si limita a mostrare il lutto, ma cerca di far riflettere sulle radici del problema. Attraverso la storia di Giulia e della sua famiglia, si evidenziano le disuguaglianze e le distorsioni presenti nella società. Il film si propone come un invito a riflettere sul patriarcato e sulle sue conseguenze, soprattutto per le donne. L’obiettivo è educativo, rivolto soprattutto ai giovani, che sono i destinatari principali del messaggio.

Un film dolente ma importante

“Se domani non torno” è un film dolente, ma anche incisivo. La regista ha spiegato che il film è stato pensato per custodire la memoria di Giulia, ma anche per farsi testimone di un movimento di pensiero. La famiglia di Giulia ha creato una fondazione in suo nome, che si propone come strumento per promuovere un cambiamento culturale. Il film, prodotto da Notorious, Mediaset, Sky Cinema e Fondazione Giulia Cecchettin, è un’opera che ha suscitato molto interesse e attenzione.

La Randi ha dichiarato che il film è il modo in cui la famiglia e la società fanno rumore per Giulia. “Quando escono dalla chiesa diecimila persone fanno rumore con quello che hanno – ha detto – il tintinnio di diecimila chiavi riempie l’aria, perché ‘per Giulia fate rumore’ aveva chiesto Elena.” Il film è un invito a non permettere che tragedie come quelle di Giulia si ripetano. È un film che fa male, ma anche un film che è importante da vedere e condividere.