Il contenuto gastrico di Chiara Poggi e la fragilità della cronologia del delitto di Garlasco
L’analisi del contenuto gastrico di Chiara Poggi e la sua rilevanza per la cronologia del delitto di Garlasco.

Il contenuto gastrico di Chiara Poggi, analizzato da esperti, non sembra offrire un supporto decisivo per stabilire un orario preciso della morte. Il professor Francesco Maria Galassi, docente dell’Università di Pavia, ha chiarito che il dato non conferma una morte necessariamente precoce, ma anzi ne mette in dubbio la certezza. La discussione si svolge nel contesto del delitto di Garlasco, un caso che ha visto la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio della ragazza, avvenuto il 13 agosto 2007.
Il tempo segnato dagli orologi
La sentenza definitiva ha stabilito che Chiara Poggi è morta tra le 9.15 e le 9.35. Questa finestra temporale è cruciale per la ricostruzione del crimine, soprattutto per far coincidere l’azione dell’assassino con la presenza di Stasi a casa Poggi. Tuttavia, il professor Galassi ha sottolineato che il contenuto gastrico non è sufficiente a confermare un orario specifico. Anzi, potrebbe essere utilizzato a favore della difesa di Stasi, dimostrando quanto scientificamente fragile sia sostenere una morte precoce.
Il contenuto gastrico non fornisce un sostegno selettivo per una morte necessariamente precoce. Il professor Galassi ha spiegato che, senza una prova circostanziale incontestabile che stabilisca il minuto esatto in cui Chiara portò alla bocca l’ultimo cucchiaio di cereali, la biochimica dello stomaco non può essere usata a senso unico. Anzi, potrebbe aiutare più la difesa di Stasi che quelli che difendono la sentenza di condanna.
La digestione e i parametri tanatologici
La consulente della Procura, Cristina Cattaneo, ha isolato amidi di frumento, riso e frammenti di frutta nello stomaco della vittima. Questi elementi indicano una digestione parziale, avviata da un tempo stimato tra i 30 minuti e le due o tre ore prima del decesso. Il metodo quantitativo di Henssge, utilizzato per stimare l’intervallo di morte, ha proiettato l’orario tra le 7:00 e le 12:30. Quando i parametri tanatologici, come il raffreddamento cadaverico, il rigor e il livor, vengono incrociati con la digestione, la convergenza della letteratura medica tende a spostarsi verso la parte più tarda della mattinata.
Il digesto è un ulteriore elemento che non soccorre l’ipotesi di una morte necessariamente precoce. Il professor Galassi ha sottolineato che, se si vuole sostenere una morte necessariamente collocata nella finestra immediatamente successiva alle 9, il contenuto gastrico non fornisce un sostegno selettivo a questa ipotesi. Il quadro si farebbe ancora più rigido nei confronti del teorema d’accusa quando la digestione viene incrociata con gli altri parametri tanatologici.
Il contenuto gastrico, pur essendo compatibile con una morte relativamente prossima alla colazione, non offre un sostegno selettivo per una morte necessariamente precoce. Il professor Galassi ha sottolineato che, senza una prova circostanziale incontestabile, la biochimica dello stomaco non può essere usata a senso unico. Anzi, potrebbe aiutare più la difesa di Stasi che quelli che difendono la sentenza di condanna.
Il dato diventa interessante in rapporto alla posizione di Stasi, ma non è sufficiente a dimostrare una morte tardi. Al contrario, il professor Galassi ha sottolineato che il digesto è un ulteriore elemento che non soccorre l’ipotesi di una morte necessariamente precoce. E forse questa è la formulazione pro-Stasi più forte che il dato consente: non dimostrare che Chiara morì tardi, ma dimostrare quanto scientificamente fragile sarebbe sostenere che dovette morire presto.
