Andrea Sempio e la difesa: “Speriamo non ci siano errori oggi”. Bruzzone: “Un dato smonta l’accusa”

Andrea Sempio e la difesa si preparano a un’ultima battaglia. Bruzzone svela un dato che potrebbe cambiare il caso.

Andrea Sempio e la difesa:
Andrea Sempio e la difesa: “Speriamo non ci siano errori oggi”. Bruzzone: “Un dato smonta…

Il caso di Garlasco si appresta a un momento decisivo, con Andrea Sempio e la sua difesa che si preparano a presentare le ultime controdeduzioni alla Procura. L’incontro, tenutosi a Roma presso lo studio della genetista Marina Baldi, ha visto la partecipazione di legali, consulenti e l’indagato stesso, che ha espresso preoccupazione per eventuali errori nell’indagine del 2007. “Speriamo non ci siano errori oggi, non nel 2026 più che nel 2007”, ha detto Sempio, mostrandosi tranquillo ma attento alle dinamiche che potrebbero influire sul caso.

La difesa e l’impronta 33

Uno dei punti centrali del dibattito è l’impronta 33, ritenuta dalla Procura come firma insanguinata dell’assassino di Chiara Poggi. Armando Palmegiani, consulente di Sempio, ha sottolineato che, attraverso sperimentazioni, non è stato trovato sangue nell’impronta, mettendo in dubbio l’attribuzione a Sempio. “Nell’impronta 33 non c’era sangue, assolutamente no”, ha affermato il genetista, rafforzando la tesi difensiva. La difesa sostiene inoltre che l’impronta a pallini trovata vicino al corpo della vittima fosse più piccola del 42, e molto più piccola del 44 che Sempio indossa oggi.

La difesa ha anche sottolineato le critiche rivolte alla prova, con Sempio che ha espresso fiducia nel suo lavoro: “Chi meglio di lui può conoscerla?” ha detto, riferendosi al consulente. L’intero dibattito si svolge in un contesto di tensione, con la Procura che cerca di confermare l’ipotesi di Sempio come assassino, mentre la difesa cerca di smontare ogni elemento che possa confermare la sua colpevolezza.

Un dato che smonta l’accusa

Roberta Bruzzone, da sempre convinta della colpevolezza di Alberto Stasi, ha sottolineato un dato cruciale che potrebbe sconvolgere la ricostruzione. “Se dimostrano che Stasi indossava il 44 a 16-17-18 anni in maniera incontrovertibile, diventa incompatibile fisicamente sulla scena del crimine”, ha detto Bruzzone. Secondo la difesa, un dato certo dell’epoca ha reso inutile l’inchiesta su Sempio, poiché l’ombra a pallini 40 o 41 non poteva essere la sua. “Con un dato certo dell’epoca è finita l’inchiesta su Sempio, l’ombra a pallini 40 o 41 non poteva essere la sua. E così sono finiti i giochi”, ha concluso Bruzzone.

La difesa ha anche sottolineato le critiche rivolte alla prova, con Sempio che ha espresso fiducia nel suo lavoro: “Chi meglio di lui può conoscerla?” ha detto, riferendosi al consulente. L’intero dibattito si svolge in un contesto di tensione, con la Procura che cerca di confermare l’ipotesi di Sempio come assassino, mentre la difesa cerca di smontare ogni elemento che possa confermare la sua colpevolezza. L’ultimo momento decisivo si avvicina, con la difesa che si prepara a presentare le sue ultime argomentazioni.