Nuove regole per DPI: indumenti di lavoro con funzione protettiva diventano dispositivi di protezione
Nuove norme sul DPI: indumenti di lavoro con funzione protettiva devono essere mantenuti e lavati.
Il Decreto Sicurezza, entrato in vigore il 31 dicembre 2025, ha introdotto nuove regole per la gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI), ampliando l’obbligo del datore di lavoro a indumenti di lavoro che svolgono una funzione protettiva. La decisione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29720 del 11 ottobre 2022, ha chiarito che non solo gli attrezzati tradizionali ma anche alcuni indumenti di lavoro, se in grado di costituire una barriera protettiva, devono essere considerati DPI e quindi sottoposti a manutenzione, lavaggio e controllo. Questo cambiamento ha impatto su diversi settori produttivi, richiedendo una maggiore attenzione da parte delle aziende.
Indumenti di lavoro con funzione protettiva diventano DPI
Secondo la sentenza della Corte di Cassazione, la nozione legale di DPI deve essere estesa a qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio che possa in concreto costituire una barriera protettiva, anche se ridotta o limitata, rispetto a un qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore. Questo significa che non solo i dispositivi tradizionali, come guanti, occhiali o maschere, ma anche alcuni indumenti di lavoro, come gilet ad alta visibilità o giubbotti protettivi contro le intemperie, possono essere considerati DPI se svolgono una funzione protettiva. La decisione ha ampliato i principali obblighi del datore di lavoro in materia di DPI.
Obblighi del datore di lavoro in materia di DPI
Il datore di lavoro è obbligato a mantenere in efficienza i DPI, assicurando le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante. La manutenzione può essere eseguita direttamente o avvalendosi di aziende specializzate. Gli indumenti di lavoro che non hanno alcuna funzione protettiva specifica contro rischi per la salute e la sicurezza, come le uniformi o i normali indumenti di lavoro, restano esclusi dalla qualifica di DPI. La modifica interessa concretamente moltissimi settori produttivi, poiché amplia gli obblighi organizzativi e gestionali a carico del datore di lavoro. Questo significa che il criterio decisivo non è più soltanto la classificazione commerciale del capo o la definizione fornita dal produttore, ma la sua concreta funzione protettiva all’interno dell’attività lavorativa. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha introdotto tale fattispecie nella lista dei controlli in occasione dei sopralluoghi in azienda.
La valutazione dei rischi è un elemento chiave per determinare se un indumento di lavoro possiede caratteristiche di DPI. Gli indumenti di lavoro possono svolgere diverse funzioni, tra cui elemento distintivo di appartenenza (uniforme), elemento di preservazione degli abiti civili da usura e elemento di protezione da rischi per la salute e la sicurezza. Quest’ultima casistica ricomprende gli indumenti che svolgono funzione di DPI. La decisione della Corte ha ampliato i principali obblighi del datore di lavoro in materia di DPI, tra cui l’obbligo di informare i lavoratori sui rischi da cui il DPI li protegge.
La modifica ha introdotto nuove responsabilità per le aziende, richiedendo una maggiore attenzione alla gestione e al controllo dei DPI. Gli indumenti di lavoro con funzione protettiva devono essere mantenuti e lavati in modo adeguato, preservandone la funzionalità protettiva. Questo cambiamento ha reso più complessa la gestione dei DPI, ma ha anche migliorato la sicurezza e la protezione dei lavoratori in diversi settori produttivi.
