Recensioni sponsorizzate, il dibattito tra Antitrust e legge

L’Antitrust permette incentivi per recensioni, ma contraddice la legge che vieta le recensioni sponsorizzate.

Le recensioni online, spesso decisive per la scelta dei consumatori, si trovano al centro di un dibattito tra l’Antitrust e la legge. L’Autorità, con nuove linee guida pubblicate il 21 ottobre 2026, ha stabilito che incentivi come sconti e voucher possono essere offerti per stimolare recensioni, purché non condizionino il contenuto. Tuttavia, questa posizione sembra contraddire l’articolo 19 della legge 34/2026, che vieta espressamente le recensioni incentivate. L’avvocato Antonino Polimeni, specializzato in diritto di Internet, ha sottolineato come questa interpretazione possa creare un conflitto tra normativa e pratica.

Contraddizione tra legge e linee guida

Le linee guida dell’Antitrust, rivolte a tutti i professionisti operanti nel mercato italiano, si concentrano su come verificare l’autenticità delle recensioni. Tra le misure suggerite, si annoverano la verifica dell’acquisto o della fruizione del servizio attraverso scontrini, documenti fiscali o numeri di prenotazione. L’identificazione degli autori tramite email o indirizzo IP e l’uso di sistemi automatici per rilevare anomalie sono altresì previsti. Tuttavia, il punto 24 delle linee guida ha sollevato perplessità: permette ai ristoratori e agli albergatori di offrire vantaggi per incentivare recensioni, pur vietando che tali incentivi condizionino il giudizio. Questo, a detta di Polimeni, contraddice la legge che vieta le recensioni sponsorizzate.

La legge 34/2026 vieta espressamente le recensioni incentivate, ma l’Antitrust permette incentivi purché non condizionino il contenuto. Questo contrasto ha suscitato preoccupazioni tra i legali e i professionisti del settore. L’interpretazione dell’Autorità potrebbe richiamare la direttiva europea Omnibus, che ammette gli incentivi purché non siano legati a un contenuto positivo. Tuttavia, il legale sottolinea che la legge è superiore alle linee guida e l’Antitrust sta interpretando in maniera contraria a un’imposizione di legge molto chiara.

Difficoltà per le imprese

Le imprese, come ristoranti o alberghi, si trovano in una situazione complessa. Contestare una recensione falsa richiede procedure complesse, con costi e tempi elevati. Il legale ha evidenziato come la verifica spetta al gestore del servizio, e in caso di necessità, all’Antitrust. Tuttavia, la gestione di recensioni su piattaforme internazionali, come Google o Tripadvisor, presenta ulteriori sfide. L’azione legale, pur disponibile, potrebbe scoraggiare le imprese a causa dei costi e della complessità. Inoltre, l’identificazione del giudice competente diventa un ulteriore ostacolo quando la piattaforma ha sede all’estero.

Le piattaforme dovranno garantire trasparenza sui criteri di pubblicazione e moderazione delle recensioni. Evitare di nascondere le recensioni negative o di scoraggiare i clienti dal pubblicarle è un obbligo chiaro. Tuttavia, il rispetto concreto degli obblighi di verifica rimane un problema. L’Antitrust, pur cercando di regolamentare il fenomeno, si trova a dover confrontarsi con una normativa che sembra non essere pienamente rispettata. Le linee guida, pur introducendo un principio utile per chi segnala una recensione sospetta, non risolvono la contraddizione tra l’interpretazione dell’Antitrust e la legge. Il documento sarà rivisto entro un anno, ma nel frattempo il dibattito rimane aperto. La trasparenza, pur essenziale per aiutare i consumatori a riconoscere un giudizio sponsorizzato, non basta a risolvere il conflitto tra normativa e pratica.

  • Le linee guida dell’Antitrust permettono incentivi per recensioni, purché non condizionino il contenuto.
  • La legge 34/2026 vieta espressamente le recensioni incentivate.
  • Le imprese incontrano difficoltà nella contestazione di recensioni false.
  • Le piattaforme internazionali presentano sfide nella tutela delle recensioni.
  • Il documento sarà rivisto entro un anno.