Andrea Sempio rifiuta incontro con lo psichiatra: “Senza prove cambia poco”. Il rischio di un errore simile a Stasi
Andrea Sempio rifiuta incontro con lo psichiatra della Procura. La difesa sottolinea mancanza di prove e rischio di errore simile a Stasi.

Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha rifiutato l’incontro con lo psichiatra della Procura, Roberto Catanesi, sottolineando che “senza prove cambia poco”. La decisione, presa in un contesto di tensione e dibattito, rischia di ripetere l’errore commesso con l’indagato Stasi, secondo quanto emerso durante le ultime discussioni in studio. La difesa di Sempio, guidata dal legale Liborio Cataliotti, ha espresso preoccupazioni circa l’utilità della consulenza psichiatrica, considerando insufficienti le prove a carico dell’indagato.
La difesa sottolinea mancanza di prove
Secondo la difesa, la consulenza psichiatrica non potrebbe modificare il corso del processo, in quanto non esistono prove sufficienti a dimostrare la colpevolezza di Sempio. “La pistola fumante non c’è”, ha sottolineato un avvocato, riferendosi al fatto che la Procura cerca di incastrare l’indagato senza elementi concreti. L’incapacità totale, se non accertata, potrebbe portare a una riduzione della pena, ma non a una condanna. La decisione di non collaborare con la Procura potrebbe quindi essere vista come una strategia per evitare un processo senza fondamento.
La Procura non è rimasta ferma, e sono attesi i risultati delle consulenze sul piede dell’indagato.
Il RACIS, che ha effettuato un profilo psicologico di Sempio, lo ha definito un abile mentitore, con alcuni racconti non sempre lineari. Questo potrebbe influire sulla valutazione della sua psiche, ma non necessariamente sulle prove di colpevolezza. A chiudere il dibattito, il legale Davide Steccanella ha sottolineato che, in assenza di prove, la consulenza psichiatrica non cambierebbe molto, poiché non si può ricostruire il fatto dal movente.
La posizione di Melania Rizzoli
La psichiatra Melania Rizzoli ha espresso la sua opinione sull’ipotesi di una consulenza psichiatrica, sottolineando che la capacità di intendere e volere di Sempio potrebbe essere valutata in base al comportamento e alle dichiarazioni fatte. “Il professore chiamato è uno dei più grandi psichiatri, per questo lo temono”, ha detto Rizzoli, riferendosi a Catanesi. Tuttavia, non tutti condividono questa posizione. La giornalista Safiria Leccese ha ritenuto che il diniego di Sempio potrebbe non fare bene all’indagato, visto che potrebbe perdere un’occasione per dimostrare la sua innocenza.
La difesa ritiene che la consulenza non possa servire a stabilire la colpevolezza.
La scelta di Sempio di non incontrare lo psichiatra potrebbe avere conseguenze significative sul processo. Se la difesa rifiuta la consulenza, potrebbe essere considerata una strategia per invalidare un elemento di prova richiesto dall’accusa. Tuttavia, la Procura non è rimasta ferma, e sono attesi i risultati delle consulenze sul piede dell’indagato, che potrebbero fornire ulteriori certezze sulla sua collocazione sulla scena del crimine e sul DNA attribuito alla sua linea paterna. La decisione di Sempio, quindi, potrebbe influire non solo sul processo, ma anche sulla sua reputazione e sulle possibilità di dimostrare la sua innocenza.
