Milo Infante: “L’accusa di ricettazione è un’intimidazione infamante”

Milo Infante definisce l’accusa di ricettazione di Stefania Cappa un’intimidazione infamante, mentre la difesa ribadisce la violazione del segreto investigativo.

Milo Infante:
Milo Infante: “L’accusa di ricettazione è un’intimidazione infamante”

Milo Infante, conduttore del programma Ore 11, ha definito l’accusa di ricettazione rivolta da Stefania Cappa un “atto infamante” e una forma di “intimidazione”. L’episodio si colloca nel contesto del delitto di Garlasco, dove la cugina di Chiara Poggi ha depositato una denuncia per la diffusione in televisione di atti coperti da segreto investigativo. Infante ha rifiutato la tutela legale dell’azienda Mediaset, affermando che l’accusa è “così grave da non meritare la tutela”.

Accusa di ricettazione e violazione del segreto investigativo

Stefania Cappa, avvocata e cugina della vittima, ha presentato una denuncia per ricettazione e violazione del segreto investigativo, accusando Infante di aver diffuso in tv documenti riservati. L’avvocata Valeria Francesca Mettica, legale di Cappa, ha chiarito che l’atto giudiziario mostrato a video non è un esposto, ma una denuncia querela depositata quattro mesi fa presso la Procura di Milano. L’indagine è ancora in corso e coperta dal segreto investigativo.

La difesa di Stefania Cappa e la contestazione delle accuse

La difesa di Stefania Cappa ha sottolineato che la telefonata tra Cappa e De Rensis riguarda esclusivamente rapporti personali e professionali, e non ha alcuna connessione con le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Mettica ha anche precisato che la denuncia per ricettazione è già stata depositata, e che l’accusa non ha alcun legame con i fatti del delitto. L’avvocata ha sottolineato che le circostanze rappresentate non corrispondono al vero.

La situazione si complica ulteriormente con l’intervento della criminologa Roberta Bruzzone, che ha annunciato azioni legali contro Infante, accusandolo di attenzione sistematica nei suoi programmi. Bruzzone ha espresso la sua intenzione di valutare la situazione in sede giudiziaria e di tornare in Italia per prendere le sue decisioni.

Reazioni di Umberto Brindani e la valutazione dell’accusa

Durante la trasmissione Ore 11, Umberto Brindani, direttore di Gente, ha commentato l’accusa mossa da Infante, affermando che è “difficilissima da applicare al nostro lavoro” e che ha più il sapore di “minaccia e intimidazione” che di reale consistenza. Brindani ha condiviso l’idea che l’accusa sia grave, ma ha anche sottolineato la sua ridicolezza.

La situazione rimane in sospeso, con le parti coinvolte che si trovano in un contesto legale complesso, dove le accuse e le difese si intrecciano in un dibattito che coinvolge non solo i fatti del delitto di Garlasco, ma anche la gestione delle informazioni sensibili e la responsabilità dei media. L’episodio rappresenta un ulteriore capitolo dello scontro mediatico che ha visto coinvolgere personaggi pubblici e figure legali.