Luciano Donadio, la fine della fuga: la telefonata, la decisione di costituirsi e il carcere scelto per il figlio

Luciano Donadio ha deciso di costituirsi dopo mesi di latitanza, scelgendo il carcere di Vicenza dove è ristretto il figlio Adriano.

Luciano Donadio, boss di Eraclea, ha concluso la sua fuga dopo mesi di latitanza, decidendo di costituirsi e scegliendo il carcere di Vicenza, dove è ristretto il figlio Adriano. La decisione è arrivata dopo un’intercettazione telefonica in cui il 60enne ha annunciato la sua volontà di farsi rinchiudere in una struttura che conosce bene, grazie al passato. La sentenza della Cassazione, che ha confermato la condanna a trent’anni per il capo indiscusso di una costola veneta del clan camorristico dei Casalesi, ha dato il via al suo arresto, avvenuto quattro giorni dopo la pronuncia degli Ermellini.

La fuga e la decisione di costituirsi

Donadio aveva fatto perdere le sue tracce poco prima del verdetto romano, approfittando di un funerale organizzato a casa sua. Mentre quasi tutti i suoi complici venivano bloccati o si costituivano di loro iniziativa, il boss si era dato alla macchia, stupendo anche i famigliari. Tuttavia, la sua fuga non è durata a lungo: dopo mesi di libertà relativa, durante i quali era stato accolto a casa con fuochi d’artificio e aveva vissuto una vita apparentemente dimessa, Donadio ha scelto di capitolare. La svolta è arrivata da una telefonata in cui ha annunciato la sua decisione di farsi rinchiudere a Vicenza, dove è trattenuto il figlio Adriano.

La scelta del carcere è stata una mossa strategica, che ha dato un segno di riconciliazione con il figlio.

Le indagini della Mobile veneziana, guidate dal dirigente Eugenio Masino, avevano già messo in atto mesi di sorveglianza, intercettando le conversazioni dei famigliari più stretti di Donadio. Con il supporto dei colleghi di Caserta e del Servizio centrale operativo, gli agenti hanno verificato eventuali movimenti rivelatori a Casal di Principe. La svolta è arrivata quando Donadio ha spiegato di volersi costituire a Vicenza. L’arresto è avvenuto ieri pomeriggio nel rione San Pio X, dove il fuggitivo è stato riconosciuto e accompagnato in questura.

Le conseguenze della decisione

Tecnicamente, Donadio non era ancora latitante, poiché mancava il decreto della procura generale, quindi la sua breve fuga non dovrebbe aggravare la sua situazione, salvo eventuali reati commessi nel frattempo. La sua decisione di costituirsi e di scegliere il carcere di Vicenza ha suscitato dibattiti tra i familiari e i parenti più stretti, che hanno ipotizzato sia un piano preparato da tempo sia un attimo di debolezza finale. Gli investigatori, però, hanno sempre sospettato che Donadio avesse limitati mezzi per una vera latitanza, immaginando una strategia per prendere tempo o raggiungere un penitenziario più favorevole.

La scelta del carcere ha dato un segno di riconciliazione con il figlio, che è ristretto in una struttura conosciuta.

Ora, tra la trentina di condannati, all’appello manca solo un uomo: Renato Veizi, 56enne di origini albanesi, scomparso martedì ma nel Casertano. Donadio, dopo anni di attività criminale, ha finalmente deciso di mettere fine alla sua fuga, scegliendo un carcere che, per lui, ha un significato particolare.