L’opera di Nitti Sotres a Mandello: una pietra sospesa tra fragilità e reazione
A Mandello, l’installazione “Sospensione Ascensionale” di Daniele Nitti Sotres invita a riflettere su fragilità e reazione.
Una pietra sospesa, trattenuta nel vuoto, protesa verso l’alto: è questa l’immagine che si presenta ai visitatori dei giardini pubblici di Mandello, dove è stata inaugurata l’opera “Sospensione Ascensionale” di Daniele Nitti Sotres. L’installazione, conosciuta anche come “Stallo”, nasce da un progetto avviato nel 2018 e realizzato nel 2022, dopo un anno di lavoro per ottenere le autorizzazioni necessarie. L’opera, realizzata con pietra e metallo, non si presenta come una risposta immediata, ma come un invito a fermarsi, a interrogarsi e a riflettere su temi universali come la fragilità, la resistenza e la capacità di reagire.
Un’opera che non dà risposte, ma suscita domande
L’artista, scultore italo-spagnolo nato a Milano nel 1977, ha spiegato che il suo intento non è dare risposte, ma far nascere domande. “Spesso davanti a una scultura non figurativa ci si pone delle domande”, ha detto Nitti Sotres. “La scultura figurativa, la statua, che dà una risposta immediata, perché riconosciamo per esempio una Madonna, un uomo, un personaggio storico. Qui invece il mio intento è un altro: non dare risposte, ma far nascere domande.”
“Stallo” è un’opera che rappresenta un momento di sospensione, una condizione umana in cui si resta fermi, senza sapere ancora quale sarà il passo successivo. L’installazione, collocata nel punto dove un tempo si trovava una magnolia, è stata realizzata grazie al sostegno dello sponsor Eusider e al contributo dell’Amministrazione comunale di Mandello. L’opera è nata da una riflessione iniziata nel 2018, quando l’artista ha cominciato a esplorare il tema della fragilità e della capacità di reagire alle prove della vita.
La pandemia ha reso più evidente il significato dell’opera
“La pandemia è stata una prova durissima”, ha ricordato Nitti Sotres. “La pietra, frammento della terra dalla quale proveniamo e che in qualche modo ci rappresenta, è sospesa e bloccata. È lo stesso stato nel quale tutti noi ci siamo trovati: trattenuti, fermi, impossibilitati a proseguire come prima.” Nonostante il progetto fosse stato pensato prima dell’emergenza sanitaria, il suo significato si è intrecciato con ciò che è accaduto dopo. La pietra sospesa, che non cade e non sale del tutto, rappresenta una condizione profondamente umana: il momento in cui si resta fermi, senza sapere ancora quale sarà il passo successivo. Ma il titolo aggiunge un elemento decisivo: quella sospensione non è soltanto immobilità. È anche ascensionale, orientata verso l’alto.
“Stallo” è infatti “un omaggio e un monito a reagire alle avversità che si interpongono nel percorso della vita, ma anche a tutte le persone che quelle difficoltà le affrontano e riescono a superarle”, ha concluso l’artista. L’opera, che non è soltanto un elemento decorativo, ma una presenza capace di interrompere per un momento il passo di chi attraversa il passo, è diventata un simbolo di riflessione e di speranza per chi la osserva.
