Brunori Sas presenta “TuttoBrunori, Canzoni e Monologhi”: ironia e onestà in scena
Brunori Sas presenta il tour “TuttoBrunori, Canzoni e Monologhi” a Milano, un mix di canzoni e monologhi che esplora la crisi di mezza età e la politica.
Brunori Sas ha presentato il tour “TuttoBrunori, Canzoni e Monologhi” al Teatro degli Arcimboldi a Milano, in un formato diverso rispetto ai normali concerti. L’evento, parte del tour “Teatri 2026”, si presenta come uno spettacolo teatrale in cui canzoni e monologhi si integrano per creare una narrazione unica. Il cantautore, 49 anni, ha scelto di aprire con un monologo, non con una canzone, per sottolineare l’originalità del format. L’idea, ispirata al teatro canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, mira a unire la poetica ironica e riflessiva con una scrittura che cerca di innovare senza rivoluzionare.
Ironia e onestà come chiavi di lettura
Brunori Sas ha spiegato che l’ironia, già emersa nei suoi show dal vivo e nelle interviste, è diventata una chiave per riflettere su se stesso, sul mondo e anche sulla politica. “Canto dubbio e ironia ma non siano alibi per non dire niente”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di non usare l’ironia come scusa per evitare di affrontare temi complessi. L’artista ha anche chiarito le sue posizioni in merito alle dichiarazioni di Francesco De Gregori, che aveva sostenuto che non è necessario che gli artisti diano la loro opinione sulla politica. “E’ una situazione spinosa e penso che il mio monologo chiarisca anche quella posizione”, ha spiegato, aggiungendo che l’onestà nel dire le cose è fondamentale.
Un mix di canzoni e monologhi
Il tour, che ha debuttato a La Spezia il 2 ottobre e si svolge in teatri di varie città italiane, presenta un mix di brani classici e inediti. Tra i pezzi più noti ci sono “La Ghigliottina”, “La vita com’è”, “Lamezia Milano” e “Canzone contro la paura”, colorati da una band che utilizza strumenti rari come l’arpa viggianese, il theremin, il flicorno e l’eufonio. Non può mancare “L’albero delle noci”, arrivata terza al Festival di Sanremo nel 2025, che chiude l’esibizione e ha portato Brunori Sas all’attenzione del pubblico mainstream. L’artista ha anche scherzato sulle confusione tra il suo nome e il sassofono, con la battuta “Alcuni mi chiamano Brunori Sax”.
Il tour, che si conclude a Cosenza il 24 e 25 novembre, si presenta come un’esperienza unica, in cui il pubblico non solo ascolta canzoni, ma entra in un dialogo con l’artista. “E’ stato un modo per me per capire che quando tu vai, a maggior ragione in un contesto nazionalpopolare, se vai con quello che sei e fai quello che hai sempre fatto e sei onesto nel farlo, nonostante tutto intorno a te, alla fine emerge la verità”, ha concluso Brunori Sas, sottolineando l’importanza dell’onesta e della coerenza nel lavoro artistico.
Il format del tour, che si basa su una narrazione teatrale, ha visto il cantautore giocare con la sindrome dell’impostore e con la figura del padre, al quale ha rubato anche il nome dell’azienda. L’artista ha anche scherzato sulla madre, campionessa di body shaming nei confronti del figlio. Il pezzo di apertura, “La verità”, è perfetto esempio della poetica dolceamara e ironica, del songwriter calabrese. Tra i brani presentati c’è anche “Ode al cantautore”, in cui Brunori si mette alla berlina a ritmo di valzer, vizi e debolezze degli artisti e del music business, con massiccia dose di autoironia.
Il tour, che ha visto il pubblico reagire con entusiasmo, ha visto Brunori Sas esprimere una sua visione personale del mondo e della politica, senza mai rinunciare alla sua ironia e alla sua onestà. L’esperienza a Sanremo, dove ha raccontato di aver trovato divertimento, è diventata un punto di riferimento per il suo lavoro. “A Sanremo sì, devo dire la verità, ci penso perché comunque io mi sono divertito”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di non rinunciare a ciò che si vuole fare, anche se non si vede un risultato immediato.
