Nuova ricostruzione del delitto di Garlasco: la scena cambia, le scale diventano il fulcro del crimine
Nuova ricostruzione del delitto di Garlasco: la scena cambia, le scale diventano il fulcro del crimine

Chiara Poggi, ventiseienne uccisa da un ragazzo più giovane di lei di 7 anni, ha visto modificarsi la scena del delitto grazie a una nuova ricostruzione presentata dalla Procura di Pavia. L’ipotesi, che riscrive la dinamica del crimine, mette al centro le scale della cantina e i colpi mortali inferti a Chiara quando era già priva di sensi. La versione precedente, che indicava un’azione al pianterreno, viene sostituita da una narrazione in cui l’assassinio si svolge proprio sui gradini, con un’escalation di violenza che culmina in un decesso causato da lesioni cranio encefaliche.
La scena del crimine riscritta
Secondo la ricostruzione della Procura, Andrea Sempio, il presunto colpevole, avrebbe iniziato a colpire Chiara Poggi con un corpo contundente, dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, causandole la caduta a terra. Dopo averla trascinata verso la porta di accesso alla cantina, l’uomo avrebbe continuato a colpirla con almeno 3-4 colpi alla testa, facendola perdere i sensi. A seguito di ciò, il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale, dove Sempio avrebbe inferto altri 4-5 colpi alla nuca, causando le lesioni che hanno portato al decesso.
La violenza si concentra sulle scale
La nuova ricostruzione, tuttavia, suscita dubbi tra i familiari della vittima. Dario Redaelli, consulente dei Poggi, ha espresso perplessità sulla compatibilità della versione con i dati raccolti durante i sopralluoghi dei carabinieri e dei Ris di Parma. Secondo Redaelli, non si riscontrano tracce di trascinamento sui primi due gradini, né segni di sangue dovuti al brandeggio del corpo contundente. Inoltre, lungo le scale non sono presenti tracce di sangue consistenti, a differenza di quanto ipotizzato nella ricostruzione della Procura.
Le accuse e le contestazioni
Redaelli ha sottolineato che la descrizione dei colpi, in particolare quelli inferti alla nuca, non sembra corrispondere alle evidenze tecniche. «Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra, ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente», ha spiegato l’esperto. La sua conclusione è chiara: «Diversi dubbi sulla ricostruzione, ma massima cautela e assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura».
La nuova ricostruzione, se confermata, potrebbe modificare l’immagine del delitto e influenzare le indagini future. Tuttavia, la mancanza di dati concreti e la discrepanza tra ipotesi e evidenze tecniche lasciano aperto il dibattito su come si sia veramente sviluppato l’episodio. Per ora, la scena del crimine resta un mistero, almeno finché non saranno disponibili ulteriori informazioni e verifiche.
